I problemi sul lavoro, la frustrazione causata da un impiego che non piace, gli attriti con il capo e con i colleghi possono pesare sulla salute fisica più di quanto si possa pensare. Un nuovo studio australiano afferma di aver individuato il legame tra il mal di schiena cronico e i problemi della sfera lavorativa, in assenza di particolari patologie fisiche. Molto spesso le persone che soffrono di dolori frequenti nella zona lombare hanno problemi sul lavoro, che evidentemente somatizzano tanto da manifestarli esternamente attraverso il mal di schiena.

La ricerca, condotta dal Western Australian Institute for Medical Research (WAIMR) in collaborazione con l’University of Western Australia, ha effettuato numerosi studi analizzando le condizioni di salute di un campione di individui in diversi ambiti lavorativi, scoprendo come per un terzo delle persone il mal di schiena ricorrente indichi problemi sul lavoro.

Preoccupazioni che possono spaziare dalla paura di perdere il proprio impiego, fino alla mancanza di passione per il mestiere che si svolge o le difficoltà decisionali. Se poi i soggetti in questione sono tendenzialmente inclini al pessimismo, il risultato può essere ancora più pesante e causare dolori lombari più acuti, probabilmente evitabili con un atteggiamento mentale positivo.

«Ognuno di noi ha qualche dolore alla parte bassa della schiena o al collo, ma siamo preoccupati per le persone con un dolore continuo che dura per molte settimane alla volta, che ha notevoli costi socio-economici e personali. L’atteggiamento sul posto di lavoro e il pensiero positivo hanno un impatto enorme sul dolore lombare. Se un dipendente ha la possibilità di partecipare ai cambiamenti sul posto di lavoro o avere qualche voce in capitolo nella progettazione di diversi ruoli, possono ritrovare un atteggiamento positivo e la condizione potrebbe risolversi. Avere qualcuno che ti ascolta e dimostra sostegno emotivo durante il lavoro rappresenta un forte fattore di protezione».

Fonte: Daily Mail