Un insopportabile dolore pulsante all’occhio che può espandersi a una metà del capo, fastidi alla vista, nausea che si può trasformare in vomito: chi ne soffre riconosce subito i sintomi del mal di testa da cervicale.

Episodi più o meno violenti di emicrania che possono durare da poche decine di minuti fino a diverse ore e addirittura giornate intere.

Si tratta di un tipo di disturbo che colpisce soprattutto la popolazione femminile, con un’incidenza dell’80%, e principalmente tra i 20 e i 60 anni.

«Un disturbo frequente, che richiede attenzione e interventi specifici», spiega Gennaro Bussone, Primario Emerito dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e Presidente Onorario ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee).

Le cause possono essere molteplici, dalle troppe ore trascorse alla scrivania, con il collo piegato di fronte allo schermo del computer, allo stress per il rientro al lavoro:

«Per molti italiani – prosegue il professor Bussone – con l’intensificarsi dei ritmi di lavoro e i cambiamenti climatici che segnano l’arrivo dell’autunno, si verificano episodi cefalalgici per lo più di tipo tensivo ed occasionale, associati a dolore nella regione cervicale. Un disturbo da non sottovalutare, che spesso è causato dallo stato di stress, a cui si aggiunge l’adozione di posture scorrette sul luogo di lavoro e cattive abitudini alimentari. In poche settimane l’organismo passa dalla vita all’aria aperta delle belle giornate estive, alla ripresa di una vita sedentaria e di una intensa routine lavorativa, a cui si aggiungono anche meno ore di luce e temperature più basse».

Tutti fattori, dunque, che possono favorire o aumentare l’insorgenza del mal di testa da cervicale e che rendono difficile lo svolgersi dell’attività quotidiana.

Cosa dice l’esperto? «Alla comparsa dei primi sintomi è importante intervenire subito con un farmaco antinfiammatorio, come il naprossene, che agisce rapidamente bloccando l’evolversi dell’episodio prima che il dolore raggiunga il suo apice».

Tuttavia, prima di ricorrere agli antinfiammatori si può tentare di prevenire questo tipo di patologia. Ecco i cinque rimedi consigliati dal neurologo.

    1. Predisporsi positivamente al cambiamento di ritmo: l’arrivo dell’autunno è un evento inevitabile. Inutile, quindi, dare stress all’organismo. È auspicabile, invece, affrontare il lavoro serenamente, ponendosi piccoli obiettivi quotidiani, così da evitare ogni tipo di tensione.
    2. Prevenire i sintomi a tavola: un’alimentazione sana (fatta di pasti regolari e ricca di verdura, frutta e molta acqua) rappresenta, anche nel caso del mal di testa da cefalea, una valida alleata. Non appesantire l’organismo con alimenti troppo raffinati e conditi, ma scegliere l’esatto apporto calorico giornaliero è una delle regole più importanti.
    3. Prevedere pause dal lavoro e momenti all’aria aperta: non sempre è facile, mentre si è molto occupati, alzarsi dalla scrivania per distendere il corpo e cambiare una postura che potrebbe contrarre erroneamente i muscoli. Eppure il movimento e una boccata d’aria ogni tanto possono essere fondamentali per evitare emicrania e, allo stesso tempo, aumentare la produttività in ufficio.
    4. Imparare a gestire lo stress: a volte è sufficiente regalarsi pochi istanti di relax per mantenere il proprio organismo in un equilibrio psico-fisico. Le contingenze quotidiane possono essere affrontate con un atteggiamento rilassato e positivo: basta lavorare su se stessi con costanza.
    5. Correre subito ai ripari: se compaiono i primi sintomi è inutile aspettare. Molto meglio ricorrere subito a un antinfiammatorio, come il naprossene, per bloccare l’episodio e l’intensificarsi del dolore (in caso il mal di testa aumenti di frequenza e intensità è però necessario rivolgersi a un esperto per maggiori approfondimenti).

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