Mal di testa e gravidanza vanno spesso di pari passo: sì, perché a fronte di molte donne per le quali i nove mesi costituiscono un sollievo dall’emicrania, ce ne sono tante altre per cui essere incinta vuol dire soffrire di attacchi più forti e frequenti. Infine, alcune future mamme che non soffrivano di mal di testa cominciano a convivere con questo problema proprio in dolce attesa. Vediamo quindi insieme quali sono le cause di questo disturbo, come si può prevenirlo e come contrastare gli attacchi acuti con i farmaci giusti.

Soffrire di mal di testa se si è incinta è piuttosto comune; le cause possono essere le più varie: i cambiamenti ormonali, le nausee mattutine accompagnate dallo sforzo legato ai conati di vomito, la troppa stanchezza, i problemi digestivi, l’ansia e la preoccupazione per la salute del bambino o per il parto stesso. Tuttavia, bisogna prestare particolare attenzione a forti mal di testa che potrebbero essere sintomatici di una preeclampsia (o gestosi gravidica), cioè quella sindrome caratterizzata dalla presenza, singola o in associazione, di edema, proteinuria (presenza di proteine nelle urine) o ipertensione.

Per prevenire il mal di testa, eliminate cibi troppo calorici e grassi, bevete molta acqua e cercate di evitare alimenti che possano far impennare la vostra curva glicemica: mantenere i livelli di zuccheri stabili nel sangue vi aiuterà a evitare le emicranie. Sarebbe bene, inoltre, cercare di avere una dieta il più possibile bilanciata: parlate con il vostro medico di come integrare la tua alimentazione per evitare carenze di zinco, selenio, magnesio, vitamine del gruppo B e acidi essenziali. Una regolare attività fisica è altrettanto importante: provate a praticare nuoto, acquagym o yoga per produrre più endorfine, fondamentali come antidolorifici naturali.

E se, nonostante tutto, il mal di testa arriva? Prima di tutto cercate di riposare, magari distese al buio, in una stanza fresca e areata. Se comunque avete bisogno di assumere un farmaco, preferite il paracetamolo. Evitate qualunque altro farmaco, anche da banco per l’automedicazione, senza aver prima consultato il medico perché alcuni principi attivi potrebbero essere nocivi per il piccolo o addirittura teratogeni.

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