16 anni, due occhi neri come la pece, un viso paffuto e una voce forte e chiara, capace di parlare senza alcuna esitazione davanti all’Assemblea dell’Onu. Questa è Malala Yousafzai, troppo piccola per essere già definita donna, troppo grande nelle sue imprese per essere ancora una bambina.

Nel 2009 Malala Yousafzai, pachistana, all’età di appena 12 anni, inizia a tenere un diario per la BBC in cui racconta la sua quotidianità e le ingiustizie subite in un regime che si oppone ai diritti delle donne. Così nasce il suo blog, e proprio per la sua lotta per il diritto allo studio delle bambine viene ferita da un colpo di pistola alla testa, sul pullman che la riporta a casa da scuola, per mano dei talebani.

Curata in Gran Bretagna è diventata un simbolo e la sua storia ha fatto il giro del mondo. Personalità politiche e protagonisti del mondo dello spettacolo le hanno espresso il loro appoggio: Angelina Jolie ha donato 200.000 dollari e ha intitolato a Malala un fondo per lo studio di giovani ragazze indigenti, Madonna si è esibita in concerto con il nome Malala scritto sul corpo.

Ieri, in occasione del suo sedicesimo compleanno, Malala è stata invitata all’Onu, dove ha incontrato il segretario generale Ban Ki-moon e dove ha stupito l’intera Assemblea con un discorso degno del premio Nobel per la pace per il quale Malala è stata già candidata. Ecco le sue parole:

Non sarò ridotta al silenzio dai talebani: quando mi hanno sparato la paura è morta così come l’essere senza speranza, dallo sparo sono nati forza e coraggio. Il loro proiettile non mi ridurrà al silenzio. L’Islam è una religione di pace e la pace è necessaria per l’istruzione. Sono qui per parlare del diritto all’istruzione per tutti. Voglio istruzione anche per i figli e le figlie dei talebani.

Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo. I talebani hanno paura del potere dell’istruzione hanno paura del potere delle donne. Per questo uccidono, perchè hanno paura. Oggi non è il mio giorno, è il giorno di tutti coloro che combattono per i propri diritti. Sono qui e oggi parlo per tutti coloro che non possono far sentire la propria voce”.

Qui il video dell’intervento di Malala all’Onu.