Ascoltando la sua storia per la prima volta si potrebbe quasi pensare che S.M. sia una donna molto fortunata, perché non è in grado di provare la sensazione della paura. In realtà, questa donna americana di 44 anni è affetta da una rarissima malattia genetica che colpisce l’amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni, e che le impedisce di provare paure o subire traumi.

La patologia si chiama ipoproteinosi di Urbach-Wiethe ed è stata scoperta dal dottor Justin Feinstein dell’Università dell’Iowa:

La donna manca del tutto della capacità di individuare i pericoli che sono al mondo e che aleggiano sulle sue giornate ed è abbastanza singolare il fatto che sia ancora in vita.

La cosa grave, infatti, risiede nel fatto che un soggetto affetto da una simile malattia non riesce nel modo più assoluto a individuare, e quindi evitare, le situazioni più pericolose per la propria incolumità.

La donna in questione, per esempio, ha affrontato davvero di tutto e non ha mai mostrato alcuna alterazione delle sensazioni provate. Il gruppo di ricerca che si è occupato del suo caso, infatti, l’ha sottoposta a diversi test: S.M. è entrata nella casa delle streghe più paurosa del mondo, è stata lasciata sola e circondata da ragni e serpenti, ha visto alcuni fra i più disgustosi e terribili film horror.

La sua reazione è sempre stata la stessa: non un sussulto, non uno sguardo terrorizzato, non un’espressione di disgusto come ogni altro essere umano avrebbe mostrato.

Questo a causa della malattia da cui è affetta fin da quando era bambina e che, una volta in particolare, ha messo in serio pericolo la sua vita: la donna era stata minacciata con un coltello da un malintenzionato che, però, vedendo la sua reazione totalmente innaturale e indifferente non ha potuto fare altro se non scappare impaurito.