Le mamme che soffrono di depressione potrebbero causare disturbi del sonno ai loro neonati. Proprio perché affette da questa patologia, sia che risalga a prima della nascita sia che derivi dal parto, sono più ansiose e quindi portate a svegliare ripetutamente il bambino che alla lunga potrebbe sviluppare problemi legati al sonno. Le mamme con depressione post partum secondo un recente studio hanno un comportamento ossessivo, che le porta a volte a essere preoccupate e a voler trascorrere più tempo possibile con il neonato anche svegliandolo di notte quando non ce ne sarebbe motivo.

I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su Child Development e dimostrano la correlazione tra madri depresse e bambini che hanno un sonno disturbato. Le mamme che non soffrono di questa patologia non svegliano il neonato se non c’è motivo, mentre le altre tendono a farlo quasi per accertarsi che il bambino stia bene essendo affette da preoccupazioni abnormi rispetto alla salute del piccolo.

Queste ansie eccessive possono avere ripercussioni negative anche sul rapporto tra mamma e bambino nel lungo termine. Quando il neonato soffre di disturbi del sonno infatti questo può incidere sulla qualità della vita di tutta la famiglia e per lungo tempo. Ecco perché è importante cercare di prevenire l’insorgenza di questi problemi e ove si riscontrino dei segnali d’allarme intervenire per tempo.

Secondo gli autori di questa ricerca bisogna aiutare il bambino a sviluppare l’autoregolazione del sonno e per quanto riguarda la mamma occorre aumentare in lei la consapevolezza del problema, cercando di ridurre gli stati di ansia e i sintomi depressivo-ansiosi educandola al rispetto del sonno del neonato che è di fondamentale importanza per una crescita equilibrata e sana.

Ecco perché è molto importante seguire con maggiore attenzione le mamme che già prima e durante la gravidanza presentano sintomi depressivi per prevenire comportamenti che potranno poi andare a influire sul benessere del neonato e di conseguenza causare ulteriori fonti di stress emotivo, ansia e preoccupazione all’interno del nucleo familiare in un momento nel quale invece, come quello corrispondente ai primi mesi di vita del bambino, si avrebbe bisogno della massima tranquillità e serenità.