Lavoro e maternità: in Italia due tensioni quasi opposte nella vita di una donna, che però vorrebbe potersi permettere di pensare a entrambe. A dimostrazione di quanto la conciliazione tra lavoro e famiglia sia senza latitudini, il progetto “Fiocco in azienda” nato due anni fa a Milano è sbarcato anche nella Capitale.

Un successo che si sta nazionalizzando, insomma, per questo progetto volto a favorire la conciliazione tra carriera e vita privata all’epoca ideato da Manageritalia e promosso dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano, insieme all’associazione “La Casa rosa” che ora arriva nel Lazio e a Roma, dove certamente non mancherà di essere utile: oltre un quarto delle donne nella Capitale lascia il lavoro dopo il parto e le donne attive sono complessivamente meno della metà.

Il progetto prevede un percorso di sostegno e anche auto-aiuto (persino l’affiancamento di un’equipe di psicologhe per evitare la depressione post-partum) verso la genitorialità, poi un colloquio prima del rientro in azienda per l’inserimento ideale. Alle mamme conviene, e su sua richiesta l’azienda può anticipare con almeno un 20% dello stipendio il contributo Inps del 30% previsto per il periodo facoltativo, mentre per le aziende la certificazione del progetto, patrocinato dal Comune, garantisce visibilità e tranquillità.

La questione è nota: il decremento dell’occupazione, a causa della crisi economica, colpisce in particolare donne e giovani, ed è particolarmente crudele verso le donne che restano incinta. Pochi altri paesi europei, e nessuno di quelli maggiormente industrializzati, hanno i numeri italiani. Un piccolo aiuto nelle pratiche burocratiche, nel percorso, nel rientro, insieme all’azienda, può aumentare la produttività e diminuire le dimissioni. E sappiamo quanto ce ne sia bisogno.

Marcella Mallen, presidente di Manageritalia Roma, così ha commentato l’iniziativa:

«Fiocco in azienda è a favore di tutte le donne, che potranno così scegliere con maggiore libertà di coniugare vita personale e professionale, ma anche di tutti gli altri attori della vita sociale ed economica. Essere madri e lavorare si può. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti, delle istituzioni, che si sono già impegnate e ci sostengono, e delle aziende che andremo a coinvolgere anche e soprattutto attraverso i manager che le guidano. I risultati di un anno di attività a Milano sono ottimi, allora perché non approfittarne anche a Roma e in Regione?»

Fonte: ManagerItalia