Il radicale cambio della società che si è verificato negli ultimi anni ha fatto sì che il binomio mamme e lavoro diventasse sempre più frequente. Le donne hanno necessità di lavorare per mandare avanti la famiglia (un solo stipendio difficilmente basta) oppure vogliono solo e semplicemente essere indipendenti o ancora seguire la propria passione. Tutto questo, però, quando si diventa mamme, si trasforma in gravosi sensi di colpa che si avvertono nel sacrificare il tempo che si potrebbe trascorrere insieme ai propri figli dedicandosi invece al lavoro.

In realtà il binomio mamme e lavoro non dovrebbe generare alcun senso di colpa perché una mamma che lavora non sta affatto togliendo del tempo prezioso al suo bambino, ma gli sta permettendo, molto probabilmente, di avere un presente e un futuro più sereni. Non si sbaglia affatto quando si dice che non è importante la quantità di tempo che si trascorre con una persona (in questo caso con un figlio), quanto piuttosto la qualità del tempo passato assieme.

Mamme e lavoro: perché non sentirsi in colpa

Una mamma che lavora è una mamma che molto probabilmente deve lavorare anche per garantire maggiori possibilità al proprio figlio. Ma una mamma che lavora potrebbe essere anche una donna che per il proprio equilibrio e la propria felicità ha anche la necessità di realizzarsi professionalmente. E cosa c’è di meglio di una mamma e di una donna che si sente realizzata non solo nella vita privata ma anche in quella lavorativa se lo desidera? Una mamma soddisfatta è una mamma migliore con i propri figli e già questo dovrebbe permettere di comprendere che non c’è affatto bisogno di sviluppare deleteri sensi di colpa.

Le mamme che lavorano non dovrebbe sentirsi affatto in colpa anche perché i bambini dovrebbero imparare sin da subito ad essere autonomi dalla propria madre o comunque a non poter contare sempre su di lei, in ogni caso. I bambini devono poter essere in grado di stare bene anche con le altre persone, di socializzare con loro e vedere una mamma che lavora, che è autonoma e indipendente, può essere un ottimo modello comportamentale da seguire.

I sensi di colpa devono essere scacciati anche dal fatto che i bambini, tanto più se iniziano a crescere, hanno anch’essi la loro vita “privata”: oltre alla scuola, potrebbero avere hobby, praticare sport, essere ospiti a casa di qualche amico. Organizzare le proprie vite e poi incontrarsi in alcuni momenti della giornata (senza dover necessariamente trascorrere tutto il tempo insieme) può essere addirittura la ricetta giusta per far crescere e coltivarsi un rapporto sano e duraturo.