La gravidanza non è una condizione che possa arrecare alcun danno al cervello dalla mamma gestante, e quindi nemmeno intaccare la sfera mnemonica con disturbi o disfunzioni di alcun tipo – almeno secondo quanto pubblicato dal “British Jounrnal of Psychiatry”.

Se vi state domandando come spiegate, allora, le distrazioni o i vuoti di memoria che speso vi colgono di sorpresa quotidianamente, la dott.ssa Christensen sostiene che siano manifestazioni del tutto normali in gravidanza. Si tratterebbe infatti di cambiamenti di tipo adattivo verso i quali il cervello si adopera in modo naturale, e non un sintomo allarmistico.

Inoltre, pare sia influente il ruolo giocato da alcune letterature per le donne incinta: molti libri e manuali dedicati al tema, si offrono in chiave documentativa e informativa ma, parlando di queste sintomatologie, talvolta possono condizionare allo stesso tempo la gestante. Per questo motivo, per suggestione, si attribuisce un deficit cognitivo alla gravidanza.

Le conclusioni sono state tratte al termine di uno studio, durato quattro anni, in cui circa 1.300 donne sono state sottoposte a test di memoria, ai quali molte di loro hanno risposto regolarmente pur essendo incinta (altre avevano già partorito). I cambiamenti rilevati, dunque, non sono attribuibili alla gravidanza, e pare che l’unica discriminante sia quella di dover imparare a vivere con maggiore tranquillità affinché si contribuisca alla salute complessiva del nostro organismo.