Ricordate quando abbiamo parlato delle future spose stressate e intrattabili chiamate simpaticamente Bridezilla? Bene, a quanto pare un appellativo simile, che prende spunto dal celebre mostro Godzilla, esiste anche per le neomamme, talmente prese dalla nuova vita e dal loro piccolo da non accorgersi di essere letteralmente ossessionate da lui, neanche quando un’amica o lo stesso partner usano tutta la gentilezza di questo mondo per farglielo notare.

Prendiamo spunto dal sito Babble.com per scoprire come riconoscere una Momzilla, e soprattutto per verificare se noi stesse, magari mamme da poco, siamo molto vicine a questa figura apparentemente terrificante ma che nasconde, in fondo, solo tanto amore materno e voglia di proteggere il bimbo con le unghie e con i denti.

Ecco allora il decalogo della Momzilla perfetta, che sicuramente si riconoscerà in questo ritratto che descrive accuratamente tutti i comportamenti e gli atteggiamenti tipici di una mamma che ha in testa solo il suo bimbo, tanto da ossessionare tutti coloro che entrano in contatto con lei parlando di pappe, pannolini e simili, anche a costo di annoiare ed essere evitata come la peste da amici e conoscenti.

La Momzilla, appunto, pensa che descrivere accuratamente il contenuto del pannolino del neonato anche a un quasi perfetto sconosciuto possa essere un argomento di reale interesse. Inizia ogni frase con un incipit sempre uguale, del tipo “il mio bambino”, e quando si trova nel bel mezzo di una conversazione con altre persone cerca sempre di far catapultare l’attenzione sul suo piccolo e sulle novità che lo riguardano.

E ancora, la Momzilla passa il suo tempo a bombardare di fotografie la sua creatura, come fosse un rituale quotidiano e con il terrore di perdersi qualche momento, un versetto, un rigurgito del piccolo senza averlo impresso per sempre nella memoria. La sua pagina di Facebook, o di qualsiasi altro social network sembra il diario del neonato, zeppa di foto e informazioni sul piccolo e scarna di novità personali che non riguardano strettamente la vita da mamma.

Tutto questo si riflette in una vita sociale molto povera di contatti reali, e con molte difficoltà a intrecciare nuove amicizie o a mantenere le precedenti. Per non parlare della convinzione, tipica di molti neogenitori, che il loro bimbo sia una specie di genio in potenza in grado di fare cose che nessun altro coetaneo è in grado di fare.

Come aiutare una Momzilla? Non c’è molto da fare, è un atteggiamento del tutto normale e, sebbene possa risultare irritante, passerà con il tempo. Spingere la neomamma a svagarsi, senza il bimbo al seguito, concedendosi un po’ di tempo per sé stessa e per coltivare le amicizie è senza dubbio un buon inizio.

E voi, neomamme all’ascolto, vi siete identificate in questo ritratto? Se quando incontrate gli amici, nessuno di loro vi chiede più notizie del bimbo non è per mancanza di interesse, ma solo perché probabilmente sanno già tutto di lui, grazie a voi. A questo punto potete esserne certe, appartenente al folto gruppo delle Momzilla.