Che sia per scelta personale, dettata spesso da esigenze lavorative, o perché la ricerca della cicogna è durata molto più del previsto, capita sempre più spesso che una donna decida di mettere al mondo un figlio dopo i trentacinque anni.

Per il sesso debole superare questa soglia, purtroppo, può provocare conseguenze su vari settori. Pensiamo alle difficoltà che incontra una donna over 35 alla ricerca di un lavoro, soprattutto se madre di bambini in tenera età. Se poi si parla di gravidanza, il discorso si fa ancora più serio e riguarda strettamente la salute di mamma e nascituro.

Un nuovo studio promosso dall’Istituto Canadese per l’Informazione Sanitaria (CIHI) ha messo in evidenza tutti i possibili rischi ai quali va incontro una donna che affronta una gravidanza dopo i 35 anni, sottolineando varie tipologie di complicazioni che riguardano il bambino ma anche la stessa madre, e che si verificano in percentuale molto inferiore nelle donne di età compresa tra i 20 e i 34 anni.

Analizzando oltre un milione di gravidanze e nascite tra il 2006 e i 2009, questa ricerca ha misurato effettivamente l’impatto che l’età materna può avere su mamma e bimbo. Vediamo quali sono le più temute complicazioni secondo gli studiosi canadesi.

Rischi per il bambino: si parla di malformazioni fetali, difetti di nascita e parti pretermine. Se prima del compimento di 30 anni il rischio di partorire un figlio affetto dalla Sindrome di Down è relativamente basso, può arrivare fino a un caso su 200 dopo i 35. Anomalie cromosomiche quindi, più possibili ritardi nello sviluppo causati da una nascita prematura.

In questo caso, infatti, i neonati non hanno avuto la possibilità di svilupparsi pienamente nel grembo materno e sono più propensi ad andare incontro a complicazioni mediche, che vanno dalle difficoltà respiratorie ai disturbi della vista, dai problemi intestinali ai problemi neurologici come la paralisi cerebrale.

Rischi per la mamma: le donne over ’35 hanno maggiori possibilità di sperimentare ipertensione e pre-eclampsia, nonché diabete e placenta previa. Per quanto riguarda il parto, superando questa soglia di età la probabilità di partorire con taglio cesareo aumenta del 28%. A crescere è anche il rischio di aborto spontaneo.

“Una delle cose fondamentali per le donne oltre i 40 anni che rimangono incinta è valutare la loro salute di base. Se iniziate una gravidanza in ottima salute e in forma, avrete una gravidanza sana. Ma anche se la persona è perfettamente sana, ci sarà un aumento del rischio di complicanze e interventi”.

Jan Christilaw, medico che ha condotto la ricerca, mette in guardia le aspiranti mamme non iù giovanissime anche sul post-partum: per una donna che ha più di 25 anni, infatti, anche la degenza ospedaliera successiva al parto dovrebbe essere più lunga.

Fonte: Global News