”La necessità aguzza l’ingegno”, recita un antico proverbio. Attualizziamolo, dicendo che la crisi stimola ad alternative economiche per la gestione del bilancio familiare, soprattutto se ci sono dei bambini. Non usare spesso la carta di credito è il primo accorgimento per contenere le spese: meglio prelevare all’inizio di ogni settimana la cifra che si ritiene sufficiente e cercare di spendere solo quella.

Se lavori, sappi che alcuni contratti di lavoro prevedono benefits se si hanno dei figli. Informati se il tuo è fra questi. E poi, oltre che alle quotidiane necessità, devi pensare anche ad offrire al tuo bambino delle ore di svago e di socializzazione. Per un caffè tra amiche, ad esempio, potreste organizzare dei turni a casa di ognuna: è una soluzione economica per far stare i bambini in compagnia. E per una breve parentesi in vacanza, sappi che ci sono dei siti in cui si fanno scambi di case per le vacanze: è un’idea da prendere in considerazione.

Se hai bisogno di commissioni urgenti e quindi di un po’ di tempo libero, potresti chiedere ad una tua amica di fare da baby sitter al tuo bambino e tu faresti la stessa cosa per lei: sarebbe un grosso risparmio economico per entrambe. Se poi sai fare qualche lavoretto di casa, offriti di aiutare la tua amica che è molto brava a cucire: uno scambio del fai da te che torna utile in tempo di economie.

Tutti i supermercati hanno delle linee di cibi e prodotti di ottima qualità, anche se sono molto meno conosciute dei brand più famosi, che fanno pagare anche la pubblicità. E non andare sempre nello stesso supermercato, ma tienine d’occhio parecchi per sfruttare le varie offerte disponibili al momento. Intanto scambia voucher e buoni sconti che non usi con amiche e vicine di casa.

Ma ci sei anche tu. Anche tu hai bisogno di qualcosa, di fare movimento, ad esempio. Ma non puoi permetterti la palestra. Un’alternativa economica potrebbe essere quella di andare al parco con le amiche oppure di far ginnastica insieme. Naturalmente, i nostri non sono consigli da esperti economisti: la nostra è economia spicciola, imparata nell’esperienza quotidiana personale o di altri che si sono trovati in difficoltà e hanno cercato di sopperire alle carenze con un po’ d’astuzia al femminile.