Quanto conta l’aspetto fisico per fare carriera? Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, sappiamo bene che anche sul lavoro l’abito fa il monaco, almeno in alcuni ambiti. Ma la vicenda che ha coinvolto una manager texana cinquantenne va ben oltre, e coinvolge un aspetto della vita assolutamente normale e inevitabile: l’invecchiamento.

Sandra Rawline, 52 anni, ha fatto causa alla sua azienda, ormai ex, perché ritiene di essere stata ingiustamente licenziata dopo anni di lavoro. Il motivo? Il suo secco “no” alla richiesta di migliorare il suo aspetto, e il suo look, prima di tutto tingendo la sua chioma argentea.

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Una porta sbattuta in faccia e il rimpiazzo con una donna molto più giovane. Questo è quanto ha guadagnato Sandra, eletta miglior dipendente della società immobiliare texana Capital Title nel 2004 e nel 2005, quando si è rifiutata di adeguarsi a una richiesta ritenuta alquanto discriminatoria.

Con un reddito notevolmente diminuito, e un’umiliazione che nessuno vorrebbe provare la Rawline ha consultato il suo avvocato, che ha subito chiarito la posizione della donna e il danno subito.

“Credo che nessuno dovrebbe essere imbarazzato o umiliato perché sta invecchiando. I clienti di una società immobiliare vogliono lavorare con professionisti che conoscono il loro mestiere e non si preoccupano della loro tintura”.

Non la pensa così l’amministratore delegato della società, cha ha una spiegazione totalmente diversa riguardo il licenziamento della manager brizzolata. In un comunicato ufficiale, Bill Shaddock ha infatti chiarito che nella sua azienda lavorano persone di tutte le età e che pertanto il superamento degli “anta” non rappresenta una possibile causa di estromissione.

“Mi piacerebbe assumere un 150enne, se fosse capace. Da tempo alcubi clienti si rifiutavano di lavorare con lei e per questo non aveva più mansioni all’interno dell’azienda.”