Manifesto di liberazione delle donne in Iran e l’8 marzo: per non dimenticare

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Si avvicina l’8 marzo, festa delle donne, una celebrazione che negli anni ha perso parte del suo significato originario, acquisendo una connotazione prettamente consumistica. Non tutti infatti ricordano che l’8 marzo nasce come giornata di lotta internazionale a favore delle donne, per ricordare, oltre alle loro conquiste in ambito politico, sociale ed economico, le discriminazioni e le violenze cui tuttora la donna è soggetta in molte parti del mondo.

E su questa scia che nasce il Manifesto di Liberazione delle donne in Iran dedicato a Neda Agha-Soltan, la giovane studentessa uccisa lo scorso giugno durante una manifestazione di protesta per l’esito sospetto delle elezioni presidenziali.

Il Manifesto viene alla luce a poca distanza dall’anniversario di un altro tragico evento della storia iraniana: la manifestazione dell’8 marzo 1979, quando donne e uomini scesero in piazza per rivendicare i propri diritti, in seguito alla proclamazione della Repubblica Islamica.

Il Manifesto recita:

L’esistenza del regime islamico d’Iran è incompatibile con la libertà delle donne. La Repubblica Islamica iraniana è uno Stato misogino, costruttore dell’apartheid tra i sessi e da tre decenni delle più odiose forme d’abuso, di discriminazione e di violenza contro le donne in Iran

.

Tra le richieste del manifesto ricordiamo:

  • L’abolizione di tutte le leggi islamiche misogine e discriminatorie contro le donne e uguaglianza totale tra i sessi in tutti i tutti i settori economico, politico, culturale, sociale e familiari.
  • Che i dirigenti e i responsabili della Repubblica Islamica vengano giudicati per i crimini commessi contro l’umanità, compresi i trenta anni dei più vili abusi, discriminazioni e violenze contro le donne in Iran.
  • L’abrogazione di tutte le leggi disumane che prevedono la lapidazione, la tortura e la pena di morte.
  • Abolizione del velo obbligatorio e libertà assoluta per quanto riguarda l’abbigliamento.

Ciò che a Noi ci sembra ovvio e dovuto, non lo è per molte altre donne nel resto del mondo. È per questo che il prossimo 8 marzo vuole essere non solo la festa delle donne, ma anche la giornata della solidarietà con le donne iraniane nella lotta per rovesciare il regime islamico.

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Tag: Festa della donna, violenza sulle donne
  • alessandra

    Ma per non dimenticare cosa? Il motivo del perchè si festeggia questa stupida festa è incerto e più che una trovata commerciale è l’occasione per tutte quelle oche che si sentono tutto tranne che donne, che si sono volute emancipare e hanno dimenticato come si prepara persino un piatto di pasta! Basta, andiamo oltre siamo nel 2010! E poi l’Iran, siamo noi occidentali a vederle come “vittime” le donne iraniane, sono fiere di portare il velo!

  • elisa

    Cara Alessandra, mi sa che non sei mai stata in Iran . Io sì e posso dirti che quello che conosciamo noi occidentali sulle discriminazioni che vivono le donne in quel paese è solo una minima parte di quello che succede veramente lì .

  • irene

    festa o non festa, sembra davvero assurdo che si possano sostenere “atteggiamenti” come quelli che il Manifesto combatte. Dovremmo davvero ricordarci cosa significa essere donne, e difendere il diritto-dovere di esserlo. Il fatto che oggi questa festa per molte non abbia altro significato che quello consumista, e non rappresenti che l’occasione per “ocheggiare”, è soltanto davvero deplorevole e umiliante.

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