La manovra di Valsalva è una tecnica inventata dall’anatomista Antonio Maria Valsalva, utilizzata per diversi scopi, come ad esempio per diminuire la frequenza cardiaca in caso di tachicardia oppure per calmare un singhiozzo fastidioso. Ma cos’è nello specifico, a cosa serve e come si fa in maniera corretta?

La manovra di Valsalva consiste in un’espirazione forzata a glottide chiusa, tecnica che comporta un aumento della pressione intraddominale e toracica, con conseguente diminuzione del ritorno venoso al cuore e attivazione della risposta del sistema nervoso simpatico. Favorisce anche lo svuotamento delle viscere. È la manovra di compensazione dei timpani più praticata e ha un effetto di stabilizzazione della cassa toracica, pertanto è comunemente utilizzata durante l’allenamento con i pesi.

Questa manovra prevede che il paziente debba tapparsi il naso ed eseguire un’espirazione contro resistenza contraendo i muscoli addominali, come se dovesse defecare. La riuscita dell’operazione è chiaramente avvertibile per via di un piccolo schiocco che si sente nelle orecchie.

Non bisogna però mai forzare la manovra di Valsalva, anzi è indispensabile prestare una grande attenzione poiché ha diverse controindicazioni. È infatti poco raccomandabile perché sviluppa una notevole pressione intrapolmonare che potrebbe essere causa di sincope; lo stato di apnea che si viene a creare causa alcune importanti modifiche a livello cardiocircolatorio, anche se temporanee, dunque può essere pericolosa per chi soffre di problemi cardiaci, circolatori o coronopatici.