Si amplia la cerchia di collegamenti tra Luigi Bisignani e il mondo della politica, personaggio ambiguo silenziosamente onnipresente nei luoghi del comando. La sua gestione discreta di traffici e ordini, sulla quale sta indagando da anni la magistratura, ha portato alla luce la presenza della loggia P4 un’evidente ampliamento delle precedenti P2 e P3.

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La magistratura di Napoli l’ha iscritto nel registro degli indagati per un suo coinvolgimento nel Clan dei Casalesi che, se verificato, dimostrerebbe un asse bidirezionale tra mafia e governo. Indagini che avrebbero pregiudicato il ruolo di Luigi De Magistris neo sindaco di Napoli che, come lui sostiene, fu sollevato dall’incarico e trasferito dopo l’ordine di perquisizione nella casa dell’uomo d’affari.

Accertati anche i contatti con il Pdl attraverso Alfonso Papa, neo deputato del partito di Silvio Berlusconi ed ex magistrato, il quale gestiva soldi e favori nel nome di Bisignani. Il faccendiere della P4 aveva legami importanti anche con Gianni Letta, il sottosegretario alla Presidenza interrogato a febbraio il quale aveva confermato tutto. Nel mirino delle indagini anche la presenza di Bisignani alle spalle di Mauro Masi che si rivolse al lobbysta per scrivere la lettera di licenziamento di Michele Santoro, come confermato dall’ex direttore generale della Rai.

La presenza di Luigi Bisignani emerge capillare dalle indagini, anche tre ministre nella lista dell’affarista: Stefania Prestigiacomo intercettata mentre era nell’ufficio del lobbysta, Mariastella Gelmini che lo aveva consultato svariate volte e Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità.

Ma questi sono solo alcuni dei nomi collegati a Bisignani che, negli anni, si è fatto promotore e sostenitore di nomine di svariate figure politiche e non: da Daniela Santanché che lui avrebbe sostenuto per la nomina governativa, oltre a sponsorizzare generali e 007. La sua amicizia con le alte cariche di Eni e Finmeccanica gli era valsa la possibilità di influenzare le nomine di alcuni dirigenti, e le assunzioni di impiegati e manager. Tanto da spingere Luca Cordero di Montezemolo a contattarlo per influire sulla disposizione di ruoli interni a Confindustria.

Un ruolo per nulla trascurabile e secondario quello di Bisignani che, nel segreto e nell’ombra, si muoveva con sapienza certosina tanto da influire in contemporanea sia fuori che dentro il Governo. Una figura di riferimento sulla quale si muove ora attenta la magistratura, sicura di scoperchiare nuovi collegamenti e legami mai interrotti nonostante le indagini sulle logge P2 e P3.