Una denuncia attraverso il quotidiano più blasonato, il Corriere della Sera. Più forte di così non poteva gridare Marco Bellocchio, lui che molto di rado alza la voce:

Nessuno, proprio nessuno, vuole produrre il mio nuovo film.

Com’è possibile che il regista dell'”Ora di religione” e di “Vincere!”, che tanto è piaciuto oltreoceano che potrebbe addirittura valere delle statuette agli Oscar, ora debba elencare i rifiuti a produrre un nuovo film?

Una decina di “no” ricevuti per il suo ultimo lavoro, ha rivelato Bellocchio, intitolato, “Italia mia”. E se per caso siete tra coloro che pensan male e la buttano in politica, potreste avere ragione.

Volevo parlare dell’Italia di oggi, e quindi c’è poco da ridere. Un film sul potere, con riferimenti non casuali, ma senza intenzioni di inseguire l’attualità né di fare pamphlet polemici.

Che fosse il momento di provare a girare un “Pugni in tasca” degli anni Duemila lo avevano pensato in tanti, ma sembra che l’idea non lasci tranquillo nessuno, anche perché bisogna dire le cose come stanno: i due più grandi produttori italiani sono due televisioni (caso unico in Europa), Mediaset, tramite Medusa, e la Rai. E soffrono di qualche condizionamento politico.

Se poi Marco Bellocchio nella sceneggiatura immagina un finale in una villa lussuosa, in un’isola, ad una festa “dove accadono cose clamorose” ce n’è per tutte le dietrologie. Ma potrebbe anche essere solo questione di budget: almeno 7 milioni di euro, troppi per l’Italia.

Progetto soltanto rimandato, ma non archiviato, giura Bellocchio. Che ha nel cassetto un altro film, al momento top-secret.