«Voglio chiedere asilo politico alla Mongolia». Questa la dichiarazione di Marco Pannella, leader dei radicali, durante la cerimonia per la consegna del premio “Abolizionista dell’anno”, organizzato dall’Associazione Nessuno Tocchi Caino al presidente della Mongolia Tsakhia Elbegodrj.

Pannella, al centro delle polemiche dopo la decisione del suo partito di entrare in aula durante il voto di fiducia al governo Berlusconi, è stato definito dagli Indignati un “venduto” e “un traditore”.

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Ma il leader dei radicali non ci sta e attacca aspramente la situazione politica italiana e, in particolar modo, la proposta di Antonio Di Pietro, poi condivisa dal Ministro degli Interni Roberto Maroni, di reintrodurre la Legge Reale dopo gli scontri di Roma. Queste le parole del radicale:

«Abbiamo combattuto contro misure di questo genere trent’anni fa e lo faremo ancora adesso con altrettanto vigore. Abbiamo già fatto un referendum sulla legge Reale di questo tipo, se serve riprenderemo la lotta».

La Mongolia, dunque, rappresenterebbe per Pannella il luogo ideale per sfuggire dall’infuocato clima politico italiano. Continua il leader dei radicali:

«Vista la situazione politica e, soprattutto, partitica di questo paese ho deciso: voglio chiedere asilo politico in Mongolia».

Tsakhia Elbegodrj sorride a Marco Pannella e ringrazia per il premio descrivendo i problemi e le difficoltà che hanno accompagnato la sua decisione di abolire la pena di morte in Mongolia.

Fonte: Corriere della Sera.