Incidente mortale al Gran Premio di Malesia, sulla pista di Sepang. Al secondo giro della gara, il 24enne pilota Marco Simoncelli ha perso la vita in seguito a una brutta caduta dalla moto.

La sequenza che gli è stata fatale è derivata da uno squilibrio in curva che lo ha fatto scivolare dal veicolo a due ruote: da qui l’impatto con l’asfalto e la conseguente perdita del casco.

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Nei pochi secondi successivi alla caduta, trovandosi in mezzo alla corsa, altri piloti come Colin Edwards e Valentino Rossi non sono riusciti a evitarlo, travolgendolo mentre il suo corpo restava fermo e inerme sulla pista.

Immediatamente la gara è stata interrotta e il corpo del giovane romagnolo è stato portato al centro medico del circuito, dove è stato constatato un arresto cardiocircolatorio. Al collo, le tracce evidenti delle ruote che lo avevano poco prima attraversato. Per le gravi condizioni riportate dal giovane non si è potuto fare nulla e, alle 10.56 ora italiana, il suo corpo si è spento lasciando colleghi piloti, famigliari e pubblico presente nel dolore.

Il giovane Simoncelli era da tutti chiamato Supersic, come abbreviazione al suo cognome che, nella grafica televisiva, appariva sempre con le prime tre lettere. Aveva iniziato a correre con la moto all’età di 7 anni e nel 2002 aveva vinto il titolo di campione europeo della classe 125, mentre nel 2008 del Mondiale 250. La sua scomparsa lascerà un vuoto incolmabile nel panorama motociclistico italiano, perché ritenuto il degno erede dell’amico di sempre Valentino Rossi.

Fonte: Corriere della Sera