È dall’ultima puntata di AnnoZero che Marco Travaglio e Michele Santoro, armati di carta e penna, si stanno scambiando accesi confronti su “Il Fatto quotidiano”, il giornale diretto da Antonio Padellaro.

La questione è nata a causa di una dichiarazione del giornalista Daniele Porro, il quale ha rivelato al pubblico che Travaglio avrebbe frequentato un sottufficiale dei Carabinieri successivamente condannato per favoreggiamento. A queste accuse, il giornalista di AnnoZero ha cercato di difendersi ma Michele Santoro non gliene avrebbe dato il tempo e avrebbe messo a tacere immediatamente la polemica.

Questo comportamento ha impressionato negativamente Travaglio, il quale ha subito deciso di scrivere su “Il fatto quotidiano”:

Caro Michele, mi prendo tutte le critiche di questo mondo, ma le falsità, le diffamazioni, le calunnie no: non riesco proprio a farmele scivolare addosso

Ed ecco che sono partite le polemiche che hanno visto protagonisti i due giornalisti del programma di approfondimento politico: Travaglio accusa il conduttore della trasmissione di avergli dato pochissimo tempo per spiegare la sua posizione e dichiararsi innocente. Per questo motivo vorrebbe prendere le distanze dal programma che, in un certo senso l’ha reso famoso.

Santoro, dal canto suo, ritiene che la polemica alzata dal giornalista è inutile e che non avrebbe dovuto alzare questo polverone per le dichiarazioni di Daniele Porro:

Per un pezzo importante della nostra vita siamo riusciti a combattere fianco a fianco contro la censura. Vivrei la tua decisione di prendere le distanze da AnnoZero con grande amarezza, ma non per ragioni personali. Non sarebbe tuttavia una tragedia o una catastrofe irreparabile. Hai saputo schivare e anche incassare tanti, molti colpi bassi ma questa volta è bastata una banalissima insinuazione di Porro, e non un’aggressione squadristica, per farti perdere il lume della ragione. Hai frequentato un sottufficiale dell’Antimafia prima che venisse condannato per favoreggiamento. Scusa, qual è il problema morale?

Travaglio invece si difende ammettendo un nervosismo di base che l’avrebbe indotto a difendersi a spada tratta dalle accuse infamanti di Porro, ma chiarisce che il suo intento era quello di evitare fraintendimenti col pubblico:

L’altra sera, la militarizzazione del fronte berlusconiano ha segnato un altro scatto in avanti e io, forse stanco e nervoso per conto mio, ho reagito in quel modo. È stato proprio l’avvilimento per quella mia reazione, che ha guastato il programma, a indurmi a scriverti in forma pubblica. Spero sempre che qualcuno mi dica cosa c’è di sbagliato o di non vero in quel che dico: purtroppo prima i politici e ora anche i giornalisti preferiscono parlare di me e delle mie ferie, anziché di quel che dico. Non nutro la tua stessa fiducia nel pubblico che saprebbe tutto e riuscirebbe da solo a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.