Il ministro dell’Università e dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato, in un’intervista a Il Giornale, la volontà di accorciare almeno di un anno il percorso di studi di Medicina, che attualmente richiede sei anni per la laurea e almeno quattro o cinque per la specializzazione, seguiti poi dal dottorato.

“Abbiamo aperto un tavolo con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, proprio allo scopo di valutare un’abbreviazione degli anni di studio per la facoltà di Medicina”.

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Nella stessa intervista la Gelmini ha parlato di novità anche per la facoltà Giurisprudenza, sempre in ambito di riduzioni:

“Anche in questo caso troppi anni prima dell’accesso alla professione. Stiamo valutando la possibilità di anticipare il tirocinio all’ultimo anno prima della laurea in modo che dopo il diploma occorra soltanto un anno di pratica”.

Il ministro ha precisato, inoltre, che persiste la volontà di abolire il valore legale del titolo di studio, impegno presente nel programma elettorale 2008 del Pdl e ribadito anche nel piano per l’occupazione giovanile elaborato con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, insieme con altre misure per contrastare la disoccupazione dei giovani, come il rilancio dell’istruzione tecnico-professionale e dei contratti di apprendistato.

Commentando la frase di Luigi Einaudi, il quale dichiarava che il valore dei diplomi di laurea era meno di quello della carta su cui sono scritti, il ministro ha ricordato i dati sulla dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile, giudicandoli conseguenza diretta della burocratizzazione degli studi e della perdita di valore di quel celebre pezzo di carta che non basta più.

Secondo {#Mariastella Gelmini}, il primo passo verso l’abolizione è già stato compiuto con la riforma universitaria nella procedura di accreditamento per tutti gli Atenei. Con l’obiettivo di innalzare gli standard qualitativi ed eliminare luci e ombre sui risultati degli atenei, la Gelmini identifica come necessaria una verifica seria e approfondita sulla qualità del sistema universitario.