Nonostante le promesse e le parole del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, la scure dei tagli finanziari si è abbattuta con violenza sul numero di ore di sostegno e sulla presenza di personale idoneo per gli alunni disabili all’interno delle classi.

Un primo gruppo di famiglie si era unito compatto e aveva avviato una causa nei confronti del Ministro. Molti altri ne avevano seguito l’esempio e intrapreso il percorso, fino ad ottenere una vera e propria condanna per Mariastella Gelmini.

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Il tribunale di La Spezia ha di fatto individuato una condotta discriminatoria nei confronti di uno studente disabile di un istituto superiore della città, condannando Maristella Gelmini a ripristinare le ore di sostegno e a pagare tutte le spese processuali.

Un precedente importante per una situazione allarmante, dove a farne le spese sono proprio le figure più delicate e deboli che necessitano di aiuto e supporto costante. Mariastella Gelmini si sta guadagnando un sempre più crescente giudizio negativo a causa della sua crociata contro gli studenti diversamente abili, dal punto di vista motorio e psicologico, in particolare dopo aver bandito la loro presenza ai giochi sportivi studenteschi.

La prima a chiedere spiegazioni a riguardo dell’esclusione degli studenti dalle finali nazionali di corsa campestre è stata Manuela Ghizzoni del Pd, che si è affidata ad una interrogazione parlamentare:

“L’esclusione dei ragazzi disabili dalle finali dei giochi sportivi studenteschi è gravissima e in netto contrasto con le norme di legge sull’integrazione scolastica, che da sempre costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo”.

Il caso di La Spezia, seguito da quello di Foggia, ha portato alla luce una moltitudine di denunce tutte rivolte al Ministro Gelmini; in soli 7 mesi di scuola sono state quattromila le sentenze di condanna emesse dai Tar di tutto lo stivale in favore degli alunni disabili, con 4 milioni di spese legali sostenute dall’amministrazione.

I tagli applicati dal Governo hanno prodotto una condizione di profondo disagio: già dall’anno prossimo nelle classi di prima del circuito milanese si avrà un sovraffollamento di alunni fino a 27 per aula. E la relativa presenza di compagni disabili senza il sostegno idoneo che gli spetta per legge: in un ambiente caotico come una prima elementare inserire un bambino sensibile con difficoltà può solo aumentare il suo isolamento. In particolare, qualora fosse un alunno autistico che necessita di calma, comprensione e un percorso graduale di inserimento.

La normativa in merito è molto chiara: in presenza di alunni disabili, specialmente se gravi, è prevista la riduzione del numero di alunni a 20. Ma la realtà è un’ altra ed è molto più amara e difficile: secondo l’ultimo congresso Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), ci si sta indirizzando verso la creazione di classi formate solo da disabili. Veri e propri ghetti “in totale violazione della normativa apparentemente integra sull’inclusione scolastica”.

Ci si domanda come pensa di porre rimedio a tutto ciò il Ministro Gelmini che dovrebbe tutelare la scuola, l’istruzione e i suoi beneficiari, e non ridurre all’osso le riserve già precarie in favore dell’istruzione privata.