La giornata odierna non è fra le più semplici per il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Al centro del ciclone, le dichiarazioni del MIUR sulla scoperta della velocità dei neutrini del CERN, con l’ipotesi errata dell’esistenza di un tunnel sotterraneo di oltre 700 chilometri per collegare Ginevra al Gran Sasso, costruito con l’aiuto di 45 milioni di euro da parte del Governo Italiano.

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Si è avuto già modo di parlare della gaffe e delle prime reazioni che ha suscitato, ora è il turno invece delle difese della Gelmini, la quale tiene a precisare come la polemica sollevata sarebbe infondata e strumentale.

«Polemica destituita di fondamento e assolutamente ridicola. È ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso».

La precisazione, tuttavia, non è servita a placare le reazioni del Web, in particolare dei social network, che a gran voce han protestato per la mancanza d’informazione del Ministro dell’Istruzione, tacciata nel migliore dei casi di ignoranza. Su Twitter, ad esempio, spopolano gli hashtag “#gelmini” e “#tunnelgelmini“, con battute tra il sarcastico e il turpiloquio di reazione a una gaffe sicuramente evitabile. C’è anche chi si chiede se il famigerato collegamento passi dalle parti di Sucate, il comune inesistente prodotto da una simile gaffe della collega Letizia Moratti durante le ultime elezioni comunali meneghine. Più pratici, invece, i cori di chi domanda a gran voce che nel suddetto tunnel vengano fatti circolare anche i treni, così da risolvere i problemi della viabilità italiana.

Mariastella Gelmini, tuttavia, desidera difendersi anche da chi la taccia di stupidità, perché i suoi detrattori sarebbero vittima del pregiudizio:

«Premesso che il comunicato stampa del Miur poteva essere formulato in maniera più precisa, è in malafede chi ritiene che qualcuno al Ministero possa pensare veramente che esista un tunnel di questo tipo. Il vero tunnel è quello di chi alimenta polemiche pretestuose prive di senso, proprio in un momento storico per la ricerca italiana.»

Spiegato come il Ministero non si sarebbe affatto imbattuto in una clamorosa cantonata, il Ministro però non motiva da dove derivi l’accenno ai 45 milioni di euro per la costruzione dell’inesistente tunnel.

Fonti: Repubblica, Giornalettismo