Nel mondo del tennis non ha bisogno di presentazioni, ormai da anni stabilmente tra le migliori al mondo. Fin da giovane Marija Šarapova (traslitterazione anglosassone Maria Sharapova) si segnala come un astro nascente della racchetta entrando nella selettiva accademia di Nick Bollettieri. Esordio nelle categorie juniores nel 2000, mostrandosi in breve come giovane promessa del tennis mondiale.

L’esordio nel Wta avviene nel 2002, grazie ad una wild card per il torneo di Indian Wells. Nell’esordio ha ragione della numero 302 al mondo, Brie Rippner, sconfitta dopo aver perso il primo set. La vittoria le regala la sfida contro una leggenda del tennis, Monica Seles, con la quale perde 6-0 6-2. L’incontro le lascia indubbiamente qualcosa, tanto che nei successivi tre tornei Itf a cui partecipa concederà solo un set nella finale di Vancouver. La stagione proseguirà poi piuttosto bene, tanto che la vedrà a fine anno numero 186 del Wta.

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Nel 2003 Marija Šarapova dà l’assalto al tennis che conta, con risultati piuttosto incoraggianti. Centra agli Australian Open la qualificazione al suo primo Slam (uscirà però al primo turno), repicando qualche tempo dopo al Roland Garros. Poco a suo agio sulla terra rossa, prova le qualificazioni sull’erba di Birmingham, ottenendo più di una soddisfazione. Prima di arrendersi in semifinale alla Asagoe si “permette” di eliminare ai quarti Elena Dementieva.

L’ottima prova di Birmingham le consente di approdare con una wild card a Wimbledon, dove giunge fino al quarto turno (eliminando al terzo Jelena Dokić). Raggiunge ben presto la top 50, ottenendo poi ai Japan Open il primo successo in un torneo Wta. A dimostrazione dell’annata eccezionale riceve il premio Newcomer of the year dalla Wta.

Il 2004 porta i primi trionfi con gli Internazionali di Roma, dove la Šarapova riesce finalmente a battere una “top ten” eliminando la Dementieva (venendo al turno successivo però battura dalla nostra Silvia Farina). Torna a Birmingham, dove non solo supera le semifinali, ma centra la vittoria superando in ultima Tatiana Golovin.

Dopo Birmingham c’è Wimbledon, dove Marija riesce a conquistare il prezioso palcoscenico. Supera più o meno agevolmente i primi turni, arrivando in semifinale a scontrarsi con l’ex n.1 del mondo, Lindsay Davenport. Un match molto intenso e conquistato dalla russa al terzo set, quando l’americana crollerà letteralmente sotto un parziale di 6-1. In finale la maggior freschezza e velocità della Šarapova hanno la meglio di Serena Williams e le regalano il primo trionfo nello Slam.

Un’altra annata piena di soddisfazioni, ultima nell’ordine la vittoria nel Wta Championship, conclusa al 4° posto del ranking mondiale e con i premi di giocatrice dell’anno e di giocatrice migliorata di più. Non ancora l’atleta da battere, ma sicuramente le premesse sono quelle giuste. Nel 2005 ha molti occhi puntati su di lei.

A Roma e Parigi dimostra ancora una volta di non trovarsi a suo agio sulla terra rossa. Torna perciò a Birmingham dove coglie il secondo successo consecutivo, sempre in preparazione di Wimbledon (dove si presenta come n.2 del Wta). Questa volta a contenderle la preziosa insalatiera c’è l’altra sorella, Venus Williams, che mostra ben altro stato di forma e fa suo lo scettro.

A causa del momentaneo stop della Davenport (infortunatasi nella finale di Wimbledon con la Williams), Marija Šarapova si siede sul trono Wta, rimanendo in carica come numero uno appena una settimana: il pronto ritorno della Davenport le toglierà subito lo scettro. Di nuovo al top dopo gli US Open, questa volta per 6 settimane, chiude l’anno al 4° posto del ranking.

L’avvio del 2006 è caratterizzato dalle grandi sfide con Justine Henin agli Australian Open e a Dubai, dove viene battuta in due soli set. Il progetto di un nuovo successo a Wimbledon si infrange in finale nel match perso con la francese Amèlie Mauresmo. La condizione però è in crescendo e quando sbarca sul cemento americano ottiene i successi di San Diego e soprattutto agli US Open di New York, dove ha finalmente ragione della Henin conquistando il suo secondo Slam.

Pur riconquistando in breve tempo il primato nel Wta, il 2007 sarà un anno molto difficile per la Šarapova. A causa di alcuni infortuni, che la penalizzeranno durante tutto l’arco della stagione, cederà dopo appena 14 settimane lo scettro alla sua avversaria storica, Justine Henin. Con lei perderà, dopo quasi tre ore di gioco, anche il match conclusivo del Championship di fine anno.

Il 2008 comincia invece con la grandissima soddisfazione del suo terzo Slam, conquistato agli Australian Open battendo Lindsay Davenport, Jelena Janković nonché l’avversaria di sempre, la numero uno Justine Henin. Ad Amelia Island conquista il suo primo titolo sulla terra, avendo ragione in finale della slovacca Dominika Cibulková.

Nuovamente numero uno per via dell’addio alle competizioni della Henin, va fuori agli ottavi del Roland Garros cedendo al contempo il primato ad Ana Ivanović, che vincendo la finale di Parigi conquisterà il suo primo trofeo dello Slam. Un problema alla spalla, arrivato dopo la clamorosa disfatta a Wimbledon (fuori al secondo turno) le farà dire addio alla restante parte di stagione.

Un anno da dimenticare il 2009, nel quale fatica a recuperare la forma ideale dopo l’infortunio alla spalla. Rimedia numerose sconfitte e soprattutto perde molte posizioni nel ranking, presentandosi a Wimbledon addirittura come n.24 e venendo poi eliminata da una Na Li apparsa tutt’altro che imbattibile.

Parte male anche il 2010, con la sconfitta al primo turno degli Australian Open (non accadeva dal 2003). Vince a Memphis e Strasburgo, ma nei tornei dello Slam non riesce ad andare oltre il quarto turno ottenuto a Wimbledon. Nel 2011 rientra nella top ten mondiale dopo la finale persa nel Master di Miami con Victoria Azarenka.

Torna a vincere agli Internazionali d’Italia di Roma battendo in finale Samantha Stosur, mentre centra le semifinali al Roland Garros (eliminata da Na Li, poi vincitrice del torneo contro Francesca Schiavone) e la finale a Wimbledon, persa con la Kvitová.

Nonostante i risultati stentino ad arrivare, può consolarsi con l’essere stata di recente indicata come l’atleta donna più pagata al mondo davanti a Caroline Wozniacki e alla pilota Danica Patrick.