Le Marille, la pasta progettata dal design Giorgetto Giugiaro, sono in grado di trattenere al loro interno il condimento grazie al fatto che questo è rigato, perciò risulteranno ottime con un sugo ai funghi porcini.

I porcini reali freschi naturalmente non andranno lavati sotto acqua corrente ma raschiati superficialmente con uno spazzolino e strofinati con un panno umido.

In una padella mettete a scaldare quattro cucchiai di olio extravergine di oliva con una noce di burro, quindi fate imbiondire mezzo cipollotto tritato e almeno uno spicchio di aglio.

Una volta che gli odori si saranno dorati e consumati un pochino, versate anche quattro etti di funghi già affettati e alzate il fuoco per farli saltare qualche minuto: i porcini perderanno il liquido contenuto al loro interno.

Una volta evaporato, irrorate i funghi con un bicchiere di vino bianco secco, quindi, per continuare la cottura (di circa trenta minuti), aggiungete gradualmente del brodo vegetale e setacciate un cucchiaino di farina, mescolando con cura affinchè non si formino grumi e si addensi il sughetto.

La pasta “Marilla” andrà scolata al dente ed unita al condimento, mantecandola in padella con una noce di burro, del formaggio pecorino grattugiato.

Cospargete con prezzemolo tritato e servite.