Era il 14 gennaio del 1954 quando una straordinaria Marilyn Monroe e l’acclamatissimo giocatore di baseball Joe Di Maggio dissero il fatidico “Sì” di fronte al giudice di pace Charles Peery presso il municipio di San Francisco.

I due si conobbero nel lontano 1952, esattamente un anno dopo l’annuncio del ritiro dalle scene sportive del campione di baseball: un amico comune li presentò durante una serata svoltasi al ristorante “Villa Nova” sulla Sunset Streep e fu colpo di fulmine. Lei fu fin da subito attratta dall’eleganza di Joe e lui, folgorato dalla bellezza e dal fascino della diva più acclamata di Hollywood non seppe resistere e per conquistarla le fece recapitare, proprio la sera della vigilia di Natale, un enorme albero con un cartello sul quale le scrisse i suoi personali auguri.

La relazione con Joe Di Maggio fu una vera sorpresa per la diva bionda più famosa della storia del cinema, non solo in campo sentimentale, ma anche dal punto di vista lavorativo: la stampa americana impazzì letteralmente per la love story tra i due e si scatenò un vero e proprio caso mediatico che accrebbe la popolarità di Marilyn, aumentando notevolmente le proposte lavorative per diventare protagonista di numerosi lungometraggi.

Come tutte le cose belle, però, anche questa vide la sua fine: dopo solo un anno il matrimonio tra i due finì. La diversità tra i due era diventata probabilmente troppo evidente. Joe, uomo pacato, ormai ritiratosi dai campi di baseball con la voglia di vivere un’esistenza tranquilla e lontana dai riflettori, non aveva lo stesso ideale di vita di Marilyn, all’apice della sua carriera e sempre circondata da paparazzi e fotografi. Si vocifera che tra i due scoppiò una violenta lite durante le riprese del film “Quando la moglie è in vacanza“, dovute alla celeberrima scena in cui la gonna della diva si alza totalmente. Nonostante il divorzio, i due si tennero costantemente in contatto: Di Maggio le fu sempre molto vicino, specialmente negli ultimi mesi difficoltosi della sua vita e organizzò i suoi funerali. Poco prima della chiusura della bara baciò Marilyn e le ripeté tre volte “Ti amo“. Da quel triste giorno, esattamente tre volte la settimana, sulla sua tomba comparvero dei mazzi di rose rosse.

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