Con {#Marilyn} torna sul grande schermo il fascino indimenticato di una delle figure iconiche della storia del cinema: Marilyn Monroe. Bellissima e fragile, è al centro della pellicola di Simon Curtis, presentata fuori concorso al {#Festival del Cinema di Roma} nel 2011 col suo titolo originale My Week With Marilyn dove è passata quasi inosservata, salvo poi attirare l’attenzione del pubblico e della critica grazie alle nomination dei suoi due protagonisti {#Michelle Williams} e {#Kenneth Branagh} all’84ª edizione dei Premi Oscar, anticipati dal premio come migliore attrice in un film commedia o musicale proprio alla Williams.

Galleria di immagini: Marilyn

Basato sulle memorie di Colin Clark, scritte nel 1957 dopo la sua esperienza di aiuto regista per il film diretto e interpretato da Laurence Olivier Il principe e la ballerina, Marilyn è arricchito da un cast che comprende, oltre ai già citati Michelle Williams e Kenneth Branagh, anche altre figure di spicco del panorama internazionale. Con loro ci sono infatti anche {#Emma Watson}, alla prima esperienza dopo la saga dedicata al maghetto {#Harry Potter}, Julia Ormond e Judi Dench, già premio Oscar nel 1999 per Shakespeare in Love.

È l’estate del 1956 quando Colin Clark (Eddie Redmayne) è impegnato sul set de Il principe e la Ballerina, con Laurence Olivier (Branagh) e Marilyn Monroe (Williams), fresca sposa del commediografo Arthur Miller (Dougray Scott) con il quale è in luna di miele. È con la partenza dall’Inghilterra del marito che Marilyn, reduce dall’ennesimo litigio con Sir Olivier, riesce a lasciarsi alle spalle la pressione della vita hollywoodiana, vivendo un’intensa settimana al fianco di Clark all’insegna della vita nella capitale inglese.

Simon Curtis affronta il suo primo film dedicato al grande schermo compiendo la difficile scelta di accollarsi la responsabilità di raccontare la vita di uno dei personaggi più amati del cinema, scegliendo per l’occasione i due diari di Clark The Prince, The Showgirl and Me e My Week with Marilyn, un piccolo scorcio della vita fuori dalle scene di Marilyn Monroe; uno sguardo delicato che prova a entrare con passo leggero nell’intimità della personalità contrastata di Marilyn, divisa tra l’apparenza esplosiva e il forte dramma interiore fatta di un’infanzia difficile e un turbolento rapporto con gli uomini che sono entrati a far parte della sua vita.

A donare un fascino irresistibile a una pellicola tiepidamente accolta in patria è l’interpretazione di Michelle Williams, straordinaria e toccante che riesce a incarnare perfettamente tutti i sentimenti che fremono nell’animo della Monroe; un’interpretazione fatta di gesti, piccole movenze che riescono addirittura a far perdere di vista la somiglianza tra le due attrice, frutto di un lavoro certosino ammesso dalla stessa Williams, a lungo prodigatasi nella visione di filmati d’epoca e nell’ascolto della voce sussurrata della biondissima icona.

Più che una biopic nel senso più profondo del termine, Marilyn incarna lo stile di un tributo personale da parte di Simon Curtis alla figura della Monroe, capace di portare sullo schermo un prodotto che non riesce a distaccarsi da uno stile classico e fin troppo convenzionale. Un tuffo a occhi chiusi nel passato, frutto di un amore smisurato e palpabile che rimane saldamente ancorato all’immagine popolare della diva.