Se n’è andato ieri sera il maestro Mario Monicelli, regista e sceneggiatore simbolo della commedia all’italiana, autore di film entrati nell’immaginario collettivo nazionale come “Amici miei”, “I soliti ignoti”, “La grande guerra” e molti altri. Gravemente malato, Monicelli si è suicidato buttandosi dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma in cui era ricoverato. Aveva 95 anni.

Mario Monicelli è nato a Viareggio nel 1915 ed è cresciuto negli anni del Fascismo: il suo primo lungometraggio “Pioggia d’estate” lo gira nel 1937 utilizzando lo pseudonimo di Michele Badiek, mentre il suo esordio vero e proprio in coppia con Steno è “Guardie e ladri” nel 1951, per lui il primo di una serie di film con Totò.

Dal 1953 comincia anche a firmare film in proprio e da lì in poi inizia a realizzare una serie di film memorabili: “I soliti ignoti” (1958), “La grande guerra” (1959), forse il suo capolavoro che vinse il Leone d’Oro a Venezia e ottenne una nomination agli Oscar, “I compagni” (1963), sua seconda nomination agli Oscar come miglior film straniero.

E poi ancora altri classici come “L’armata Brancaleone” (1966), “La ragazza con la pistola” (1968), il mitico “Amici miei” (1975), ancora oggi un cult assoluto della comicità, “Un borghese piccolo piccolo” (1977), “Il marchese del grillo” (1981), “Parenti serpenti” (1992), fino all’ultimo “Le rose del deserto” (2006).

Nel corso della sua lunga carriera, Monicelli ha lavorato con tutti i grandi del nostro cinema, da Ugo Tognazzi a Vittorio Gassman, da Marcello Mastroianni a Alberto Sordi, da Sophia Loren ad Anna Magnani passando per Totò.

Con lui se ne va un grandissimo, forse l’ultimo della commedia all’italiana. Quello che resta sono le sue molte pellicole memorabili, per sempre nella storia del nostro paese e il suo consiglio ai giovani che vogliono fare cinema:

Scegliere storie di una semplicità elementare, che è la cosa più difficile. Non mettere troppe cose e troppi personaggi nel tentativo di renderle interessanti. Sono le storie semplici che nel tempo continuano a emozionare.