Mario Monti è pronto ad introdurre la Tobin Tax come ulteriore misura per arginare la crisi economica, nonostante le proteste di una parte del Parlamento.

Durante la giornata informativa al Senato, nella quale Mario Monti ha riferito i punti principali del vertice Ue recentemente concluso, il presidente del Consiglio si è detto pronto a prendere in considerazione la Tobin Tax. Si tratta di una modica tassa (si parla dello 0.5%) che colpirebbe ogni rendita finanziaria, con lo scopo di penalizzare gli investimenti a breve termine e, di fatto, speculativi.

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Mario Monti non nasconde le divergenze che esistono tra i membri UE circa le modalità di uscita dalla crisi economica e le mosse da adottare per la stabilizzazione dei mercati:

«Esisteva prima del Consiglio europeo e si è confermata una linea di divergenza in seno all’Unione. A giudizio della Germania, questo solo fatto avrebbe tolto le ansie ai mercati. La visione di molti Stati membri, tra cui la nostra, era differente: la credibilità della disciplina è un elemento essenziale.»

Ma le parole del premier e soprattutto la minaccia di introdurre la Tobin Tax, non sono piaciute ad un’ala del Parlamento. In particolare, i componenti della Lega Nord, che fin dalla prima si sono schierati contro la fiducia al governo Monti, hanno inscenato una vivace e lunga protesta contro la paventata introduzione della nuova tassa.

Fonte:Il Sole 24 Ore