Mentre Mario Monti esponeva al Senato le linee programmatiche del suo nuovo governo, in tutta Italia sono scesi in piazza 150.000 studenti per protestare contro l’insediamento dell’esecutivo. Nella giornata Internazionale per il diritto allo studio i giovani hanno manifestato il loro disappunto contro quello che definiscono “il governo delle banche”.

Che tra i ministri scelti da Monti ci siano personaggi legati al mondo bancario non è un mistero, ed è proprio intorno a questo elemento che si sono concentrati i motivi della protesta studentesca. Al grido di “Save schools, not banks”, migliaia di studenti si sono riversati nelle strade di oltre 70 città italiane: 15 mila a Roma, 10 mila a Torino e Milano, 5 mila a Bari e Bologna.

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In particolare a Roma la tensione era ai massimi livelli, soprattutto per l’ancora fresco ricordo della devastazione dello scorso 15 ottobre, quando un gruppo di sedicenti black bloc, infiltrati in una pacifica manifestazione, hanno messo a ferro e fuoco la capitale.

Ma ieri nulla di tutto questo è accaduto, a parte qualche tafferuglio con la polizia, e l’immediato isolamento da parte degli stessi studenti di alcuni giovani che si erano coperti il volto.

Quindi, per ora, molti studenti non accordano la fiducia al neonato governo Monti e promettono altre manifestazioni pacifiche, armati solo di qualche uovo e qualche arancio da lanciare contro i simboli istituzionali.

Fonte: Rainews24