Mario Monti torna a parlare degli effetti in Europa della crisi economica. Lo fa alla vigilia del viaggio negli USA, dove incontrerà a Washington il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Arriva all’appuntamento forte del decreto liberalizzazioni appena approvato e del consenso riscosso sui mercati, tenendo su tutto a precisare che per quanto crisi sia, l’Italia non corre gli stessi pericoli della Grecia.

Il Presidente del Consiglio Mario Monti ottiene ampi consensi anche tra gli esponenti della diplomazia statunitense, a cominciare dall’ambasciatore USA a Roma David Thorne. Il commento di questi riguardo l’operato del Premier italiano in tema di crisi economica è significativo: «sta cambiando la dinamica dell’Unione europea».

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Prima di raggiungere gli USA Monti si è lasciato anticipare da un’intervista, rilasciata all’emittente statunitense Pbs, in cui afferma:

«I sacrifici che gli italiani devono affrontare non sono un’imposizione di Bruxelles o della Bce, ma un passo necessario nell’interesse dell’Italia e delle future generazioni».

Nella stessa intervista chiarisce come la situazione di rischio della Grecia ci riguardi molto meno rispetto agli scorsi mesi, ribadendo al contempo la solidità della moneta comunitaria. I rapporti con gli USA sono ora decisamente più saldi e l’appoggio di Barack Obama alla politica di Monti potrebbe fornire al Professore qualche strumento in più a Bruxelles.

Affrontare la crisi economica a livello europeo sarà forse l’impresa più difficile, con il Premier Monti che punterà all’approvazione di misure di protezione per gli Stati membri e riavvio dell’economia nel Vecchio Continente. Un percorso che dovrà necessariamente passare attraverso un cambio di rotta nella politica di Angela Merkel.

Fonte: La Stampa