Mario Monti, ospite da Bruno Vespa, ha potuto spiegare a tutti gli italiani le recenti misure adottate dal nuovo governo tecnico per cercare di porre rimedio a una crisi economica sempre più pressante e che pare non essersi ancora esaurita.

Quello che si è visto è un Mario Monti per nulla tecnico e a tratti anche sentimentale, che davanti alle telecamere di Bruno Vespa ha illustrato i particolari della manovra appena varata, convinto che, nonostante le proteste e gli scioperi indetti dei sindacati, alla fine la gente avrebbe compreso la necessità dei molti sacrifici previsti:

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«Ho invitato tutti a considerare che questa operazione di rigore, equità e crescita chiedeva sacrifici. Ma l’alternativa non era quella di andare avanti come niente fosse ma quella di correre il rischio che lo Stato non potesse pagare stipendi e pensioni. Le proteste sono giustificate, ma i cittadini italiani capiranno».

Evidenziando punto per punto i tratti salienti delle nuove disposizioni che a breve entreranno in vigore, Mario Monti ha risposto alle critiche mosse dal mondo cattolico di aver trascurato i bisogni della famiglia, aggiungendo anche la necessità di reintrodurre la tassa sulla prima casa come avviene in gran parte del mondo:

«Ci siamo occupati di donne e di giovani che sono elementi fondamentali della famiglia e della società. E anche se “sgravi” non è una parola che va molto di moda di questi tempi, c’è l’alleggerimento del carico fiscale sul lavoro attraverso l’Irap per le imprese che assumono donne e giovani a tempo indeterminato: non diamo premio fiscale per il precariato. (…) La prima casa è importante per la vita dei cittadini ma è anche qualcosa che consuma risorse pubbliche: ci vogliono infrastrutture intorno alle case, le città costano. In tutti i paesi anche la prima casa contribuisce al mantenimento dei servizi pubblici.»

Il problema del governo Monti è soprattutto quello di dover assumere la responsabilità delle decisioni politiche in una situazione di equilibrismo parlamentare tra chi vuole una continuità con il governo Berlusconi e chi desidera invece l’opposto:

«Il mio Governo è in una situazione in cui deve fare, rispetto al mondo politico parlamentare, un equilibrismo. Ma lo faccio molto volentieri e credo ci riusciremo. Metà del parlamento vuole una continuità rispetto al governo Berlusconi, l’altra metà una discontinuità.»

Fonte: Corriere della Sera