Mario Monti, il presidente del Consiglio incaricato di formare il nuovo governo dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, tratteggia la linea politica del suo mandato, sottolineando che, qualora ottenesse la fiducia del Parlamento, non sarebbe disponibile a fare il primo ministro con presupposti a breve termine.

Non si prestano ad equivoci le parole di Mario Monti che intende governare fino alla primavera del 2013, appellandosi a una maggiore coesione dei partiti necessaria in questo momento di crisi economica e politica:

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«La politica può lavorare per trasformare questo momento difficile in una opportunità».

Ed è proprio questo il momento in cui, secondo l’ex rettore della Bocconi, l’Italia dovrebbe tornare ad assumere un ruolo di rilievo nel panorama economico mondiale, ma per ottenere tali risultati, Mario Monti evidenzia la necessità di qualche sacrificio da parte di tutti:

«Mai usato il termine lacrime o il termine sangue. Il termine sacrifici forse sì, ma trovo positivo che le forze politiche abbiano percepito la serietà del momento che stiamo attraversando. Sono sicuro che i mercati avranno un impazienza temperata dalla razionalità».

Che in Italia siano necessari alcuni sacrifici, ne sono convinti anche a Bruxelles, anche se il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso si è detto certo che Monti farà tornare l’Italia un grande Paese.

Novità non di poco rilievo, è stata anche l’intenzione dichiarata di Mario Monti di voler incontrare i rappresentanti istituzionali delle donne e dei giovani, per ascoltare le loro opinioni in merito alla peculiare situazione economica e politica italiana.

Intanto continuano le consultazioni di prassi, al termine delle quali il primo ministro incaricato metterà a punto la lista dei ministri da presentare a Giorgio Napolitano e probabilmente già venerdì, Mario Monti si potrebbe presentare in Parlamento per chiedere la fiducia.

Fonte: Corriere della Sera