Dal calendario cinese alla forma della pancia, fino all’antico metodo del pendolino fatto oscillare sulla mano. Per scoprire in anticipo il sesso del nascituro le future mamme usano i modi più bizzarri, spesso troppo curiose per attendere l’esito dell’ecografia morfologica.

Presto sarà possibile conoscere il sesso del bambino entro i primi due mesi di gravidanza, grazie a un nuovo test messo a punto da una clinica palermitana. Un semplice prelievo del sangue materno svelerà la composizione del Dna del nascituro identificando il cromosoma maschile Y.

Questo test ematico innovativo consentirà anche di individuare l’eventuale presenza di malattie genetiche attraverso l’analisi del Dna del bambino, in modo non invasivo e soprattutto precocemente. Adolfo Allegra, direttore della “Andros clinica day surgery di Palermo, illustra le potenzialità di questo nuovo screening prenatale.

“Nei 200 casi fino a oggi esaminati e verificati abbiamo sempre identificato il sesso corretto. La speranza è che presto, con questa tecnica, sia possibile identificare anche malattie cromosomiche come la Sindrome di Down senza necessità di sottoporsi a tecniche invasive quali l’amniocentesi o la villocentesi”.

C’è, tuttavia, una novità controcorrente che arriva dal Consiglio d’Europa. Entro il prossimo autunno potrebbe essere approvata una nuova norma che imporrebbe drastici limiti alla conoscenza del sesso del bambino da parte dei genitori. Questo provvedimento, che comunque dovrà essere approvato singolarmente da ciascuno stato membro, è finalizzato a limitare e contrastare la pratica dell’aborto selettivo diffusa in molti paesi appartenenti, ad esempio, all’ex Unione Sovietica.

E se da un lato questo divieto imposto alle coppie dovrebbe evitare un futuro divario tra la popolazione maschile e quella femminile, dall’altro lato le associazioni dei genitori hanno già manifestato il loro dissenso.

Fonte: Repubblica, Net1News