Nonostante le temperature non di certo elevate, l’estate è alle porte e gli italiani si apprestano a invadere i luoghi di vacanza. Sole, spiagge dorate, acque cristalline e bellezze in costume: quale miglior ritratto per sponsorizzare il turismo della Regione Toscana? Non tutti, tuttavia, sono d’accordo: il recente cartellone pubblicitario dell’Azienda di Promozione Turistica di Massa Carrara sta generando infinite polemiche.

Oggetto del contendere, un “lato B“, mostrato in primo piano su uno sfondo marino. Tra le accuse di mercificazione del ruolo della donna e di evitabile volgarità, è guerra nella Commissione Pari Opportunità della regione.

A sollevare il coro di proteste è Enrica Briganti, presidente della suddetta commissione:

L’immagine di una donna senza testa su una copertina è retaggio di un contestabile e non veritiero concetto di identità femminile nonché della mercificazione del corpo delle donne.

La polemica assume toni ancora più duri in considerazione del fatto che, lo scorso anno, le istituzioni locali si erano impegnate sottoscrivendo una sorta di rinuncia a tutte le immagini lesive della dignità delle donne. Cristina Scaletti, Assessore Regionale al Turismo, fa eco alle parole della Briganti, dopo essersi infuriata a seguito della visione del contestato cartellone:

Se si pensa che l’unica attrattiva della nostra regione sia rappresentata dal fondoschiena di una bella ragazza, con tutta la volgarità allusiva del messaggio, evidentemente c’è qualcosa da correggere, tanto più se l’idea viene dalla pubblica amministrazione. […] Il vero problema delle pubblicità non è solo l’uso del lato B ma soprattutto l’ambiguità dei contenuti, per una regione come la Toscana che ne potrebbe offrire infiniti ed evidenti e anche la banalità e la grevità del concetto. E un altro grosso problema è constatare che i soldi della Regione vengano utilizzati per produrre campagne senza idee. Credo che ci sia bisogno di ripensare le politiche delle Apt.

Ma oltre allo scatto incriminato, sarebbe la didascalia a generare l’indignazione dell’Amministrazione Pubblica locale: “Io ho scelto… e tu?”. Secondo alcuni, il messaggio sarebbe chiaramente allusivo delle “qualità” della modella ritratta, contribuendo così al perpetuarsi degli stereotipi della donna oggetto.

E voi, che ne pensate? Si tratta di una pubblicità offensiva per le donne oppure di un normale cartellone, come tanti se ne vedono nelle nostre città?