L’offensiva del Pdl contro Giuliano Pisapia non sembra subire battute d’arresto. La campagna elettorale, perciò, si è trasformata dalla presentazione del programma elettorale di Letizia Moratti in una fucilazione mediatica dell’avversario, tanto che quotidianamente sono le più svariate le boutade provenienti dal centrodestra. Così, dopo i falsi rom confermati in mattinata da Pisapia stesso e il video denigratorio della Lega Nord, è il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera a lanciare un nuovo grido d’allarme.

Secondo Massimo Corsaro, Pisapia incentiverebbe gli stupri, la tratta dei clandestini, la presenza di transessuali e la droga sul suolo meneghino. L’occasione è un’intervista per KlausCondicio, il programma di Klaus Davi distribuito in Rete su YouTube.

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Il nodo cruciale dell’accusa di Corsaro sembrerebbe essere la volontà di relegare le forze dei vigili urbani al rispetto del codice stradale, non conferendo loro poteri extra che spetterebbero, invece, alle forze dell’ordine.

Ad incentivare la polemica è proprio il conduttore Davi il quale, come nel caso della protesta dell’Udc nei confronti delle coppie gay in The Sims, sembra indirizzare l’intervistato verso una precisa risposta. È proprio il massmediologo, infatti, a elogiare l’impegno profuso del PDL per contenere la criminalità a Milano, tanto da sottolineare come Letizia Moratti abbia garantito una città vivibile la notte e scevra dalla criminalità. Ed è sempre Davi a suggerire che la diminuzione dei compiti della polizia locale potrebbe incentivare un’ondata di trans a Milano.

“C’è il rischio che, se dovesse vincere l’altra parte politica, ci sia una nuova invasione di trans, viados e prostitute. È chiaro che il governo centrale gioca comunque un ruolo, ma ricordiamo il messaggio di Maroni: “Io ho fatto la legge, sta ai comuni declinarla”. La legge a monte io non la condivido assolutamente, ma non conta quello che penso io, ma a Milano si può girare più tranquilli la notte, ve lo dice uno che di notte gira”.

E questo un sunto delle risposte di Corsaro, il quale ha appoggiato le ipotesi del noto intervistatore:

“Se vincesse Pisapia, ci sarebbe meno controllo sulle strade e le condizioni di sicurezza e di vivibilità della città peggiorerebbero immediatamente, favorendo la prostituzione trans e la tratta delle clandestine nonché il traffico di stupefacenti. […] Con Pisapia aumenterebbero i rischi di violenza per le donne, non c’è dubbio che impedire alla polizia locale di vigilare sulla sicurezza del territorio in collaborazione con le altre forze dell’ordine favorirebbe la presenza della malavita e l’aumento di delitti”.

Interessante anche la questione della droga a Milano. Secondo Corsaro, Pisapia vorrebbe abbassare la soglia di guardia nei confronti dei tossicodipendenti, facendo passare gli stupefacenti come qualcosa di culturalmente accettabile. Ed è sempre Davi a sostenerlo, ricordando come:

“quando Carlo Giovanardi ci ha detto che Pisapia vuole liberalizzare le droghe leggere, Pisapia non ci ha smentiti”.

Si tratta, tuttavia, di un problema insussistente: anche qualora il candidato del PD fosse favorevole alle droghe leggere, gli eventuali poteri di sindaco non sarebbero sufficientemente elevati per permetterne la liberalizzazione. Certe decisioni, infatti, spettano unicamente a Governo e Parlamento. La sensazione è che il centrodestra tenti di attaccare Pisapia su questioni che non ricadono nei confini delle responsabilità di un primo cittadino, bensì su decisioni che spettano unicamente alle istituzioni centrali dello Stato.