E’ terminata la fase di selezione della terza edizione di MasterChef Italia. Ieri, 26 dicembre, infatti, sono andate in onda le ultime due puntate nelle quali i tre giudici hanno individuato i 20 nomi degli aspiranti chef che continueranno la loro avventura nel talent show tra i fornelli.

Ecco quindi i loro nomi ed una breve descrizione per conoscerli meglio:

ALBERTO: raccontare qualcosa di me in poche parole è veramente difficile, anche perché mi risulterebbe molto più semplice farlo davanti ad un buon vino e di persona. Comunque, poiché non posso esimermi da questo compito, posso solo dire che ho trascorso buona parte della mia vita circondato da una grossa cerchia di amici: con loro ho condiviso momenti indimenticabili, attimi che rivivo sempre con molto piacere ogni volta che capita di incontrarsi di nuovo. La mia famiglia era le più note e ricche di Cremona, una ricchezza che passava però in secondo piano quando si parlava d’arte: nella mia casa si respiravano solo emozioni legate a qualsiasi forma ed espressione artistica. Ora la ricchezza è finita, ma sono rimaste le stesse emozioni di allora che conservo molto gelosamente. Vi saluto caramente!

ALMO: Sono una persona simpatica, onesta ed estroversa. Amo la vita, la mia famiglia, e credo ancora nei valori dell’amicizia e dell’onestà. Sono sempre determinato in tutto ciò che faccio e cerco sempre di raggiungere l’obiettivo che mi prefiggo. Mi piace iniziare le avventure in salita, esattamente come è successo quando ho iniziato la mia carriera da imprenditore Amo la vita in movimento, odio la staticità e l’appiattimento. Sono sufficientemente narcisista e cerco, nei ritagli di tempo, di prendermi cura di me stesso. Mi dedico interamente alla mia famiglia e al lavoro e, se dovessi vincere, dedicherei la mia vittoria a loro e a mio zio Sergio – che non c’è più – che mi ha dato tanto e ha fatto nascere in me la passione e l’amore per la cucina.

BEATRICE: Non credo che ci sia nulla di più difficile di definire qualcosa di costantemente mutevole: mi sento tante persone in continuo divenire. Forse è normale, forse significa che sto solo crescendo. Provo a dirvi quello che vedo di me ora.

Ho convogliato la mia passione per il cibo nella carriera universitaria, e ho conseguito una laurea in gastronomia che mi ha arricchito sotto diversi aspetti: i viaggi gastronomici in Africa e Giappone mi hanno aperto mondi ricchi di stimoli, relazionarmi con colleghi di origini extracontinentali mi ha fatto assaggiare le deliziose sfumature gustative della diversità culturale.

Ho cartoline memoriali e ricordi esilaranti, che hanno acceso in me quella voglia di arricchirsi di sapere che penso tramonterà solo con la fine della mia vita. Questa voglia ha un tema di fondo: la gastronomia.

DANIELE: un giorno una mia ex-professoressa universitaria mi disse quando l’andai a trovare dopo aver trascorso un periodo di studi a Copenaghen: “nella vita ci sono due categorie di persone, i sedentari e i nomadi. I primi non si spostano dal proprio giardino e sono felici così. I secondi viaggiano spinti dalla curiosità di scoprire il mondo e fanno mille esperienze interessanti ma quando tornano dopo una vita passata all’estero fanno fatica a sentire le proprie radici… Sono due modi validi di interpretare la vita, ma ciascuno ha un suo prezzo”. Un discorso simile me lo fece anche un’altra persona a me cara. Credo sia una grande verità/saggezza e cerco di farne tesoro. Vorrei poter viaggiare e tornare di tanto in tanto per tessere un filo che mi mantenga vicino alle mie radici.

ELEONORA: Sono una persona cresciuta con un’educazione molto “rigida” , improntata al rispetto, al lavoro e alla serietà. Mi hanno insegnato il valore delle tradizioni e delle origini, delle radici che caratterizzano ognuno di noi. La mia cucina e? molto legata a questo. Anche se a volte può non sembrare, la tradizione e? sempre presente, ma rielaborata e modernizzata per renderla più leggera e adatta ai nostri tempi. E? anche molto influenzata dall’arte, che attraversa tutta la mia vita fin da quando ero una bambina: i miei genitori mi hanno sempre portato nelle citta? d’arte e nei musei, trasmettendomi questa passione. L’arte e? il filo conduttore della mia vita, e si ritrova nei piatti, che cerco sempre di rendere belli agli occhi di chi poi li mangerà.

EMMA: sono una persona dalle molteplici sfaccettature. Sono molto determinata, ma la poca fiducia in me stessa mi blocca e mi rallenta nel perseguire i miei obiettivi. Metto il cuore in tutto quello che faccio, in cucina come nei rapporti e negli hobby.

Amo il fai da te, la musica e il teatro. Recito da sei anni in una compagnia teatrale a Fossano. Il teatro mi ha aiutata a superare un periodo difficile: avevo da poco lasciato l’università per lavorare e aiutare la mia famiglia dopo il divorzio dei miei genitori, ma trovare un impiego era difficile ed ero parecchio abbattuta; così per tenere la mente occupata sono iscritta a teatro. Mi ha aiutata a uscire dal “nulla” che mi circondava e a vincere la mia timidezza.

ENRICA: sono una persona entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele. Ho imparato a credere in me stessa con molta fatica e tanto impegno. Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo e a causa di alcuni accadimenti, ho imparato a volermi più bene e a cercare la fiducia di me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta! In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche se penso di avere ragione. E soprattutto parlo troppo!

FEDERICO: amo la vita. E amo l’uomo. Ho una visione critica ma alla fine molto ottimista e riesco sempre a farmi stupire: dalla bellezza della natura, dalla profondità di una poesia, dall’intelligenza pura di un bambino, da uno sguardo profondo, dalla complessità della storia personale di ognuno.? Ho amato le donne più pericolose, i vini più spigolosi, i cavalli meno docili perché ognuna di queste cose mi ha messo in pericolo, ma mi ha permesso di scoprire qualcosa di più di me stesso, mettendomi in gioco davvero.

GIORGIO: il primo ricordo legato alla cucina risale a molto tempo fa, avevo 5 o 6 anni e ricordo che mi alzavo presto e mi preparavo la colazione mentre tutti dormivano. Prendevo un pacco di würstel e li tagliavo a cubetti piccolissimi e regolari, in maniera quasi maniacale (era la mia prima brunoise e nemmeno lo sapevo!), poi li infilavo in un panino e facevo colazione: come a tutti i bambini amavo le schifezze! In generale mi è sempre piaciuto “fare pasticci” in cucina, anche se nell’età dell’adolescenza con la scuola, i compiti, lo sport e il pianoforte non avevo molto tempo per dare sfogo a quella vocina. Adoravo comunque guardare i miei mentre cucinavano. Da grande osservatore, passavo ore in un angolo della cucina a guardarli in silenzio mentre preparavano le lasagne il giorno del mio compleanno e a Natale.

GIOVANNA: la mia vita è sempre stata una sfida nella sfida. Ho affrontato ogni opportunità che mi si è presentata con grande serietà, convinta delle mie capacità, non disposta a mollare, mettendoci sempre passione e dedizione. Se non ci sono passione e amore per ciò che si fa non si arriverà mai a raggiungere il traguardo prefissato. Grazie alla famiglia, o meglio, all’amore della mia famiglia, riesco a vivere ogni giorno dalle emozioni forti e bellissime e quando accade qualcosa di negativo trovo sempre il lato positivo che mi permette di affrontare le difficoltà con determinazione. Ecco, la determinazione è un ingrediente importante della vita che non dovrebbe mai mancare, come il sale in cucina.

HAERI: sono una persona affettuosa, mi lego molto in fretta. Tratto le persone sempre con rispetto. Penso sia una delle cose più importanti che una persona possa imparare nella vita e spero di riuscire insegnarlo anche a mio figlio. Amo moltissimo mio figlio, il mio compagno, la mia famiglia e i miei amici. Sono sempre disponibile e felice di aiutarli quando hanno bisogno.

Da questa occasione vorrei imparare a non arrendermi mai e a diventare forte come la mia nonna materna, la persona che mi ha cresciuta e che mi ha insegnato tutto della vita.

JESSICA: da piccola ero una bambina molto calma: quando mi chiudevo le dita dentro il portone del condominio non dicevo niente per non disturbare la gente che ci abitava, mentre qualsiasi bambino avrebbe urlato per ore.

Crescendo ho capito che essere calmi, il più delle volte, non va d’accordo con il pensiero del mondo in cui viviamo. In una vita tanto frenetica e caotica ho trovato la calma interiore in cucina… cucina come luogo, cucina come fatto.

Qualsiasi cosa esca da un forno ha due caratteristiche: è una e calda. Potrei dire che il mio Io sia uscito da un forno, ma se subentra il torto allora divento un forno rotto.

LAURA: chiunque potrebbe pensare che ho sprecato la mia vita, dato che sono arrivata alla mia età senza aver concluso niente!! In realtà, in questi anni ho sempre lavorato. Ho fatto tanti lavori, anche i più umili, e ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa di positivo e mi ha permesso di conoscere tante persone meravigliose. Sono single perché non ho trovato l’uomo della mia vita, ma sinceramente non soffro per questo. Sono circondata dall’amore della mia famiglia, dei miei nipoti, che considero figli, e dall’amore dei miei amici.

Adoro cucinare, bere del buon vino e fare lavori di dècoupage.

LUDOVICA: tengo molto alla mia famiglia: sono molto legata a mia madre e ho un bellissimo rapporto con lei, e guai a chi tocca mio padre! Ho un fratello più grande e una sorella molto più piccola di me che ha solo 14 anni e che quindi per me è come una figlia.

Sono una persona onesta, di cuore, solare e disponibile ma se qualcuno se ne approfitta divento una iena. Sono per il giusto e sono sicura di me stessa. Posso essere anche irritabile e scontrosa quando qualcuno mi infastidisce parecchio.

“Tu hai le mani d’oro!”, mi diceva sempre mia nonna, sicuramente non per i soldi, perché non li ho mai avuti nella mia vita, ma perché riesco a fare tante cose: dipingo, gioco a pallavolo e cucio dei bellissimi abiti per mia figlia.

MARCO: tutte le cose più belle che ho fatto, tutti i pensieri più intelligenti che ho pensato, tutti i guizzi più sfavillanti che ho avuto, li ho avuti nella mia infanzia felice. Sono cresciuto come un ramarro, fra l’erba, i fossi, l’orto che mio nonno aveva davanti casa, le strade sterrate, al caldo delle due d’estate, selvaticamente, in una periferia bellissima a quindici minuti dal centro di Roma. Quando qualcosa non va mi rifugio nel ricordo di quel periodo, in cui ero intrepido, forte, con uno spropositato culto dell’amicizia e capace di dare senso a tutte le cose. Oggi, con tantissime debolezze venute improvvisamente fuori come funghi, campo per fortuna di rendita, amministrando e scorrendo le immagini bellissime di quegli anni. Mi occupo di regia e di scrittura per il cinema, perché raccontare storie è la mia ossessione.

MARGHERITA: sono una ragazza che fino ai 15 anni ha avuto problemi con il proprio peso tanto da non star bene con se stessa. Poi un giorno ho deciso di consultare un dietologo che mi ha prescritto un regime alimentare che mi ha completamente cambiato la vita. Ho iniziato a rapportarmi con il cibo in una maniera completamente nuova: prima era un nemico ma anche una valvola di sfogo, poi è diventato solo un mezzo per stare in forma e sentirmi bene. Ho iniziato a calcolare le calorie di ogni piatto cercando di bilanciare tutti i nutrienti senza rinunciare al gusto. Insieme alla dieta ho riscoperto i benefici dell’attività fisica, ho testato una marea di sport diversi fino a quando ho trovato quello perfetto per me: il footing. Correre per circa un’oretta tre volte alla settimana mi ha aiutato a perdere peso più velocemente ma era anche un ottimo modo per sfogarmi quando ero preoccupata e stressata per la scuola. Raggiungere il mio peso forma mi ha fatto diventare una persona determinata e sicura di se stessa tanto da decidere di mettermi in gioco in un programma come MasterChef.

MICHELE C.: sono una persona molto tenace, quando mi prefiggo degli obiettivi faccio di tutto per raggiungerli. Purtroppo sono dovuto crescere molto in fretta per parecchi disagi famigliari. Ho iniziato a lavorare molto presto, senza un titolo di studio, e ho dovuto sempre fare lavori di manovalanza (è da 18 anni che lavoro nei cantieri). Sicuramente non è quello che avrei voluto fare. Se potessi tornare indietro mi iscriverei a una scuola alberghiera per riuscire a intraprendere il lavoro di chef. Nella mia vita sono comunque realizzato nella maggior parte delle cose: sono sposato ed ho due splendide figlie. Un matrimonio perfetto. Un’altra mia passione sfrenata è quella della moto, che pratico a livello agonistico. Ho vinto parecchi campionati italiani e un europeo. Ho 130 coppe e trofei esposti nel mio box.

MICHELE G.: come ho detto molte volte, sono una persona molto gioviale e spesso mi trovo a combattere, specialmente sul lavoro, con persone che non sanno cosa sia l’educazione e il rispetto reciproco. Se non ci sono questi due valori importanti non riesco ad avere un rapporto di confidenza e amicizia e automaticamente metto le persone da parte.

Amo alla follia sia mia moglie che mia figlia: farei sacrifici inauditi per renderle felici. Questo non vuol dire che con mia figlia io non sia severo, perché voglio donarle i veri valori della vita: famiglia, lavoro, amore, rispetto, educazione e dedizione. La maggior parte delle volte sono però molto dolce perché i suoi occhi sono lo specchio del mio cuore. Adesso che sono qui a MasterChef, a 800 km di distanza, è molto triste e mi chiede quando tornerò da lei.

RACHIDA: sono venuta in Italia per lavorare e per migliorare la mia abilità in cucina, poi mi sono sposata. Sono decisa, forte e sensibile. Mi piace coniugare la cucina delle mie origini, quella marocchina che mia nonna mi ha insegnato fino da quando ero piccola, insieme con la mia quotidianità italiana e bergamasca. Sono molto legata alla mia famiglia, siamo molto numerosi e anche se viviamo distante siamo sempre presenti gli uni per gli altri. Le mie figlie sono il mio orgoglio e spero di mantenere alto il mio nome in questa gara di MasterChef.

SALVATORE: sono nato e cresciuto a Piano di Sorrento, splendida cornice della penisola sorrentina. Ho frequentato l’istituto nautico per il mio amore per il mare. A 14 anni ho cominciato a lavorare da mio zio durante l’estate, in un negozio di frutta e verdura perchè mio padre diceva che nella vita nessuno ti regala nulla. Mi sono imbarcato per la prima volta a 19 anni guadagnandomi la carica di Capitano di Lungo Corso. Ho poi conosciuto la mia futura moglie e mi è stato offerto un lavoro in ufficio. A 32 anni mi sono sposato con Alessia e abbiamo avuto il nostro primo figlio, Giovanni Leon, a cui fanno seguito Antonio e Viola, due gemelli.

Galleria di immagini: MasterChef Italia 3: le foto di concorrenti

Credits fotografici Foto scena e posati concorrenti © Bianca Buoncristiani

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