La masturbazione femminile è ancora un tabù? La risposta è sì. Nonostante viviamo in una società evoluta, dove il sesso e le sue rappresentazioni sono continuamente ostentati, sull’argomento masturbazione siamo rimasti alle concezioni di un secolo fa.

L’autoerotismo coinvolge l’85% delle donne ed è anche il mezzo migliore per raggiungere l’orgasmo. Tuttavia non se ne parla: sono pochissime le donne che lo dichiarano apertamente e, ancora peggio, molte arrivano pure a negarlo.

È cosa comune avere le prime esperienze di autoerotismo da adolescenti. La prima volta accade per caso: è stato un movimento che, senza volerlo, ci ha fatto provare piacere. La seconda volta è diversa: la vergogna, la sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato, se non addirittura sporco, fanno da contraltare a quella sensazione piacevole e innocente nello stesso tempo.

La vergogna ci ha bloccate, non ci ha fatto evolvere. La masturbazione è una pratica fisiologica ed è sbagliato pensare che sia esclusivamente appannaggio degli uomini, perché lì sotto, fatte salve le differenze esterne, siamo tutti uguali.

Oltre a essere fisiologica, la masturbazione svolge un ruolo molto importante durante lo sviluppo:

È uno strumento di conoscenza del proprio corpo, delle sue dinamiche, delle sue reazioni.

Si è sempre detto che la sessualità della donna sia più complessa di quella maschile, ma aspettare che sia l’uomo a svelare i misteri del nostro universo non ci porterà molto lontano. Dobbiamo invece essere noi le prime a sapere cosa ci piace e cosa non ci piace.

La masturbazione è un fattore predittivo del livello qualitativo della sessualità vissuta.

È bene ribadirlo più volte: non c’è nulla da vergognarsi. Perché mai avere un buon rapporto col proprio corpo dovrebbe essere un peccato? Iniziamo da qui e sottoscriviamo il nostro diritto all’autoerotismo, dichiarandolo apertamente.