Alla fine del congedo di maternità si ha  diritto ad altri sei mesi di congedo parentale (astensione facoltativa).

La maternità facoltativa è, in breve, un prolungamento del periodo di assenza dal lavoro al fine di restare accanto al bimbo per un periodo superiore rispetto a quello immediatamente post-parto.

Nel caso in cui si voglia utilizzare il congedo parentale  si deve dare ufficiale comunicazione all’azienda o datore di lavoro attraverso l’apposito modulo di norma 15 giorni prima dell’inizio del congedo parentale, indicando la durata dello stesso.

I giorni di astensione possono essere richiesti in maniera continuativa o frazionata nel corso del tempo. In ogni caso quest’opzione non può essere attivata oltre il compimento dell’ottavo anno di età del bambino: al di là di questo periodo temporale infatti, i permessi relativi al congedo parentale non possono più essere utilizzati.

I primi 30 giorni di congedo parentale sono pagati al 100% se ci si assenta nei primi 3 anni di vita del bambino. I restanti 5 mesi sono pagati al 30% se ci si  assenta nei primi 3 anni del bambino.  Se ci si assenta successivamente al compimento del 3° anno di vita del bambino, si ha  diritto all’astensione e all’indennizzo solo in determinate condizioni economiche.

I permessi accordati sono,  per l’allatamento due ore al giorno, per un turno lavorativo di otto ore. Per la malattia del bambino si avranno 30 giorni di permesso retribuito all’anno per i primi tre anni di vita del figlio.  Dal 3° all’8° anno di vita del bambino si ha diritto a 5 giorni non retribuiti all’anno, presentando la certificazione di malattia del bambino.

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