Il matrimonio gay è una questione su cui tutti i governi dei Paesi, che non hanno ancora acconsentito alla legalizzazione, stanno ampiamente dibattendo. In Italia, attualmente, una coppia omosessuale non può ancora unirsi in matrimonio.

I paesi in cui è riconosciuta l’unione tra due persone dello stesso sesso sono: Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Lussemburgo, Messico (nella capitale e in 2 Stati), Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito (in gran parte del Paese), Spagna, Svezia, Stati Uniti d’America (nella capitale e in 38 Stati della federazione), Sudafrica e Uruguay. I matrimoni gay sono regolamentati da leggi che, ovviamente, variano per ogni Stato.

I Paesi Bassi sono stati i primi a legalizzare i matrimoni gay nel 2001, seguiti da Belgio e Spagna, rispettivamente del 2003 e 2005. In questi tre paesi, per prevenire il turismo matrimoniale, la legge richiede che, quando entrambi i partner siano stranieri, almeno uno dei due abbia la residenza permanente dove si celebrano le nozze (per 3 mesi prima del matrimonio in Belgio e Olanda, per tempi burocratici di circa due mesi in Spagna). Nei Paesi Bassi è necessario ottenere dalla polizia un’attestazione in cui si dichiara qual è lo status della persona rispetto alla legge olandese sull’immigrazione.

In Norvegia la legge che ha aperto il matrimonio anche alle coppie gay e lesbiche è entrata in vigore il primo gennaio 2009. Il paese aveva già introdotto dal 1993 la possibilità per le coppie dello stesso sesso di registrare l’unione accedendo a molti dei diritti e doveri riconosciuti alle coppie sposate, eccetto l’adozione e i diritti parentali. Qui può sposarsi anche chi non ha la residenza: questo, insieme a una burocrazia facile, rende semplice a una coppia straniera sposarsi nel paese dei fiordi. Anche in Portogallo è permesso il matrimonio tra persone di cittadinanza non portoghese e non residenti nel territorio nazionale, anche se qui le nozze, legali dall’8 gennaio 2010, escludono la possibilità di adottare figli.

Si può sposare poi il compagno o la compagna a New York, nel City Clerk’s Office reso famoso da tanti film, anche se nessuno dei due ha la residenza nella Grande Mela o la cittadinanza americana. Basta richiedere online la licenza di matrimonio che costa 35 dollari, ai quali bisogna aggiungere il costo della celebrazione, altri 25 dollari. La licenza è valida per 60 giorni, durante i quali basta presentarsi negli uffici del Comune con la licenza, un documento di identità e un testimone di nozze maggiorenne. Importante sapere, infine, che in alcuni paesi, come la Francia, l’Inghilterra e la Germania non è possibile contrarre matrimonio civile ma vi sono delle valide alternative che conferiscono gli stessi diritti e doveri del matrimonio.

Una volta sposati, in Italia solo alcuni Comuni permettono la trascrizione delle nozze celebrate all’estero. Grazie a queste amministrazioni virtuose le coppie sposate, formate da omosessuali, possono accedere a tutti i servizi e benefici comunali previsti per le coppie eterosessuali sposate in Italia. In mancanza di una legge nazionale, però, la trascrizione non ha alcun valore per lo Stato italiano e quindi non vale in caso di successione, reversibilità della pensione, assistenza sanitaria. L’elenco dei Comuni che permettono la trascrizione del matrimonio gay è in continuo aggiornamento e per ora comprende: Grosseto, Fano, Napoli, Bologna, Empoli, Reggio Emilia, Sesto Fiorentino, Udine, Piombino, Palermo, Milano, Siracusa.