Un filotto come non si era mai visto: dopo Parigi anche Londra ha detto sì ai matrimoni gay. Due proposte molto diverse, da parte di due nazioni con tradizioni culturali e religiose differenti, ma che sono arrivate, persino con due governi di diverso colore (la sinistra di Hollande, la destra di Cameron) alla medesima conclusione: non c’è ragione di impedire il matrimonio a due persone dello stesso sesso.

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In Francia il presidente Hollande ha mantenuto la promessa fatta durante la campagna elettorale e una volta arrivato all’Eliseo ha promulgato una legge che supera quella già progredita sulle coppie civili abbattendo la separazione tra coppie omosessuali riconosciute e quelle che si possono sposare. La proposta, non ancora approvata in Parlamento per gli emendamenti delle opposizioni, ha causato fortissime proteste, anche di piazza, dei conservatori.

Il principio che muove la legge francese che il centrosinistra vorrebbe approvata in toto – per ora è stato votato il primo articolo, quello che permette il matrimonio omosessuale, ma mancano molti altri elementi – è che se si accetta che una coppia omosessuale prenda un impegno per tutta la vita, questo è un matrimonio e devono avere il diritto di poterlo definire così dato che fino a prova contraria la sessualità non cambia in alcun modo questo contratto tra due adulti e la loro consapevolezza di ciò che comporta per entrambi.

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La cosa incredibile è che Cameron, premier dei tories ha fatto persino di più: è riuscito a far votare a 127 dei suoi 303 deputati conservatori una legge che permette il matrimonio religioso tra omosessuali, dato che quello civile è permesso da otto anni. In pratica, Londra ha legalizzato le nozze gay presso le varie confessioni, lasciando libertà di scelta alle singole comunità religiose se celebrarle nei loro luoghi di culto.

Elementi che lasciano sconcertati se paragonati all’ambiente italiano, dove queste decisioni sono palesemente messe sotto il tappeto o – peggio – lasciate al rapporto con gli ambienti vaticani, da sempre operanti presso la politica per impedire qualsiasi iniziativa di equiparazione tra famiglia tradizionalmente intesa e le altre possibilità, peraltro comunque presenti nella società.

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Molti cattolici si dicono favorevoli a leggi di riconoscimento, e la chiesa ha più volte espresso lo stesso parere per il rispetto delle coppie di fatto e di quelle omosessuali, ma ha sempre contrastato ogni idea di permettere il matrimonio.

Fonti: BBC; Europa