Si dice sia il giorno più bello della vita di una {#coppia}, ma di sicuro non lo è per il portafoglio: il matrimonio è un vero e proprio investimento, tra abiti costosi, cerimonie strabilianti e ristoranti di lusso per allietare tutti gli invitati. Colpa delle tradizioni connesse alle nozze, tutto fuorché pensate in un’ottica di risparmio economico.

La modernità, tuttavia, permette agli sposi di svecchiare alcuni riti ormai obsoleti e di giocare sapientemente per ridurre il peso in banca di una cerimonia nuziale, mantenendo però alta la qualità dei festeggiamenti. Ecco sei consigli per tutte le coppie prossime al grande passo, per evitare di finire all’altare con l’acqua alla gola.

Il primo consiglio è quello della condivisione. Oltreoceano stanno spopolando i servizi di “BrideShare”: diverse coppie di novelli sposi, incontratesi tramite agenzia o via Internet, decidono di contrarre {#matrimonio} lo stesso giorno, nella stessa località ma ad orari diversi. In questo modo, le spese vengono divise fra tutte le coppie: addobbi per la chiesa, ristorante, catering e quant’altro. E non è nemmeno troppo difficile trovare un accordo, perché in genere questi servizi accoppiano coloro che si vogliono sposare al mattino con chi preferisce una cerimonia serale, in modo che non vi siano sovrapposizioni d’orario. In Italia mancano ancora agenzie specificatamente orientate a questo compito, ma basta un po’ di intraprendenza per rendere il tutto possibile anche nel Bel Paese.

Si procede, poi, con l’attenzione agli abiti, in particolare a quelli delle damigelle. Molte spose ancora si ostinano a vestire testimoni e damigelle in coordinato, quasi fossero tanti piccoli gnomi al cospetto della regina della giornata. Non vi sarebbe nulla di male se non fosse che, quando si obbliga qualcuno a indossare un abito che verrà utilizzato in una sola occasione, lo si deve anche finanziare. E in molti casi addirittura si supera complessivamente il prezzo del vestito della sposa. Una buona idea potrebbe essere quella di fornire solo un consiglio sul colore, per poi lasciare carta bianca a damigelle e testimoni. E la fortunata sposina può invece utilizzare il vestito che fu della mamma o della nonna che, oltre a essere carico di fascino, sarà anche pregno di emozioni. Si avrà, così, un matrimonio originale e dalle proprie tasche non uscirà nemmeno un centesimo.

Nonostante sia ultimamente di gran moda, le coppie che puntano al risparmio dovrebbero dire definitivamente addio al wedding planner. Sono efficienti, di gran gusto e rendono le nozze davvero indimenticabili, ma indimenticabile è anche la loro parcella. Gli sposi, tuttavia, devono convincersi di possedere tutte le carte in tavola per organizzare un evento da sogno, senza per questo ricorrere a un professionista. La frenesia del ricorrere al wedding planner, perciò, può essere sostituita da una perfetta organizzazione fra i coniugi, i quali si possono aiutare con i vari servizi gratuiti online dove trovare consigli per la cerimonia e vere e proprie checklist per evitare dimenticanze. E nell’era degli smartphone, vi sono anche strumenti affinché sia il telefono a scandire i tempi, ricordare appuntamenti, gestire gli inviti e il catering: agli sposi solo la fatica di leggere, di tanto in tanto, la notifica sullo schermo del proprio organizer da borsetta.

Un diamante è sicuramente per sempre, e per sempre rischia di esserlo anche il debito del mutuo sulla casa. La scelta degli anelli, di fidanzamento prima e nuziali poi, dovrebbe essere vagliata con molta attenzione, perché il “the ring factor” è quello su cui le spose scivolano con più facilità. Guidate più dalla paura del giudizio delle amiche che dal reale buon gusto, spesso molte donne cadono alla tentazione di un anello vistoso, un’inutile ostentazione pomposa del lusso. Ma vale la pena spendere così tanto per quello che, più che un segnale di floridità economica, dovrebbe essere un simbolo d’amore? E allora ben vengono le classiche fedine d’oro, eleganti nella loro semplicità ma ricche di significato. Se i diamanti sono i migliori amici di una ragazza, così come cantava la Monroe, le fedi sono le migliori amiche del conto in banca.

Un’ottima strategia potrebbe essere quella di suddividere i costi per i servizi extra, come la lista nozze o le bomboniere. Per quanto riguarda la prima, sempre oltreoceano spopolano i “pacchetti party” affiancati a pentole ed elettrodomestici in lista, una sorta di regalo monetario con cui sono gli stessi invitati a contribuire ai festeggiamenti. Ne ha fatto ricorso in forme estreme anche Kate Moss, la quale ha richiesto agli invitati di presentarsi con vino e alcolici anziché con regali per la casa. Per le seconde, ci si può affidare alla semplicità del fai da te, in caso la coppia fosse particolarmente creativa, o ai servizi di commissione online, che permettono di ammazzare notevolmente i costi di un piccolo ricordo da fornire ai partecipanti di una cerimonia. Unica premura: prenotare la spedizione con largo anticipo.

Infine, il metodo più facile per spendere meno è abbandonare la tradizione del matrimonio. Cerimonia, abiti, rinfresco: tutto si può organizzare con originalità e a basso costo, basta la volontà di volerlo fare. Certo, ci vuole un po’ di coraggio da parte dei futuri coniugi, ma i più ironici possono puntare su abiti casual anche per gli invitati, oppure per cene in una locanda spartana o, ancora, eliminare parte degli addobbi floreali, spesso abbondanti e fuori luogo. E perché, non ultimo, non ridurre anche il numero dei partecipanti? Sono davvero necessarie 200 persone per il giorno del sì?

Fonte: Savvy Sugar, Bride Share