Siete arrivate al momento del matrimonio ma siete stanche della tradizione e non ne potete più di rituali e gesti scaramantici? Niente paura, infrangere le regole si può. Già perché è assolutamente legittimo che arrivati nel secondo millennio si voglia dare un taglio con imposizioni che arrivano ormai dal lontano passato, anche se si tratta del matrimonio. D’altronde, le regole sono fatte per essere infrante.

Ecco sette regole sui matrimoni che possiamo superare con tranquillità.

  1. La sposa entra in chiesa al braccio del proprio padre o di chi ne fa le veci. Non vivete più in famiglia da 20 anni e non volete appoggiarvi al braccio di nessuno? Perché, allora, non camminare lungo la navata da soli o al fianco del futuro marito?
  2. Con questo anello, io vi sposo… Preferite alla solita vera un tatuaggio? Fatelo. Se detestate sentirvi le dita costrette da anelli, molto meglio cercare insieme al proprio lui una simbologia alternativa, che accettare supini quanto dice tradizione.
  3. Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato e qualcosa di blu. La lista delle cose da ricordare è già abbastanza lunga da non necessitare di altri oggetti apotropaici. Tanto più che ci si ritrova sempre, a fine festa, con lo sposo ubriaco con in testa la giarrettiera blu, rigorosamente prestata dalla testimone che l’ha indossata prima di lei.
  4. Un fotografo a immortalare ogni istante. Se detestate i posati, non amate essere inseguite da un obiettivo, ritenete orrendo tediare parenti e amici con il book fotografico post-matrimoniale, tanto vale rinunciare ad assumere un fotografo professionista e lasciare invece che gli invitati fissino i vari momenti con i loro smartphone e la reflex.
  5. Bomboniere: per ricordare le proprie nozze agli invitati. E per riempire le case, ormai sempre più piccole, di inutili cianfrusaglie di cristalli swarowski, animaletti in alpaca o oggettini inutili in fine porcellana di Boemia. Risparmiate i soldi per una causa benefica oppure invitate un paio di amici in più ai festeggiamenti nuziali.
  6. Compilare la lista di nozze. Davvero, arrivati nel 2016, magari dopo 10 anni di convivenza, c’è bisogno di una lista di nozze? Chi, ormai, non ha un servizio di piatti, una lavatrice o un utilissimo set per cuocere gli asparagi? Molto meglio lasciare al ricordo di mamme e nonne lunghe ore trascorse dentro ai negozi adibiti alle liste e optare, invece, per un fondo cassa, in modo da pagare spese o organizzare la luna di miele.
  7. A proposito di luna di miele. Non è detto che il viaggio di nozze si debba fare per forza appena sposati. Un tempo, era il primo momento in cui gli sposi si scambiavano, lontano da tutti e tutto, i primi gesti di intimità. Usanza archiviata già da tempo (quasi) per tutti. Allora è preferibile scindere i due eventi e partire per la meta desiderata nel periodo migliore.