Dopo la sentenza Fininvest-Cir, il giudice del CSM, Raimondo Mesiano, è stato ripreso dalla troupe di Mattino Cinque mentre passeggiava tranquillo per Milano, fumava le sue sigarette, andava dal barbiere e infine si riposava su una panchina. Tutto questo per dimostrare al pubblico a casa che Raimondo Mesiano è “strano”.

Una prova (schiacciante, secondo Mattino Cinque) della sua stranezza sarebbe il colore delle calze che il giudice ha indossato: è possibile che in Italia abbinare calzini turchesi a mocassini bianchi è da considerare una “stranezza”?

Ma tutto questo non è passato per niente inosservato, anzi: la prima commissione del CSM che sarà chiamata a discutere della tutela di Mesiano ha acquisito il materiale mandato in onda da Mattino Cinque (oltre ad un articolo comparso su Il Giornale). Inoltre il Garante della Privacy sta valutando la possibilità di aprire una possibile istruttoria.

Claudio Brachino, conduttore di Mattino Cinque, si difende dichiarando:

Per me le parole sono molto importanti e oggi l’unica vittima di pestaggio mediatico sono io. Intanto Canale 5 non ha pedinato nessuno ma è semplicemente la rubrica di opinione di una testata che si è occupata del caso del giorno, esercitando il diritto di cronaca. […] Utilizzando immagini che come ogni giorno mi arrivano sulla scrivania da diverse fonti e agenzie su personaggi di cronaca o del gossip, ho ritenuto di fare un pezzo su questo giudice che indubbiamente è uno dei personaggi pubblici del momento.

Inoltre Brachino dichiara che nell’articolo non c’è traccia di giudizi politici e che le accuse ricevute sono quantomeno ingiuste:

Le immagini non sono frutto di alcun pedinamento ma sono riprese su un marciapiede mentre lui va dal barbiere. Ho chiesto ad una nostra cronista di farci un pezzo senza epiteti né giudizi politici. E infatti il pezzo non ha valutazioni politiche né di altro tipo, c’era solo la parola “stravagante”, di cui si può parlare ma non mi sembra un insulto. Poi possiamo discutere anche se il calzino è di buono o cattivo gusto. Ma non mi sembra una cosa per cui ricevere accuse di “aggressione mediatica”

Per l’ANM (Associazione nazionale magistrati) ciò che accade è davvero una vergogna:

Siamo esterrefatti e indignati per la gravissima campagna di denigrazione e di aggressione nei confronti del giudice Mesiano, da parte dei giornali e delle televisioni del gruppo Fininvest e della famiglia Berlusconi

Abbastanza pesanti sono le dichiarazioni di Lanfranco Tenaglia, responsabile Giustizia nel PD:

È inquietante: lo è per i toni usati, con cui si cerca di suggerire agli spettatori l’eventuale stranezza del magistrato in virtù del suo abbigliamento e del suo modo di spostarsi per la città. Una personalità confusa? Uno spaesato e quindi un po’ matto e di conseguenza inaffidabile? Si tratta non solo di una violazione inaudita della privacy di un privato cittadino, ma soprattutto il servizio cerca di instillare una presunta devianza dello stesso Mesiano. Una cosa mai vista. Sono sicuro che come fu per le foto di Villa Certosa il Garante della privacy saprà intervenire con l’autorevolezza e la competenza che gli appartengono per tutelare un privato cittadino da un vero e proprio linciaggio mediatico

Quasi tutti sono d’accordo che questo servizio sia davvero la goccia che fa traboccare il vaso: da Franceschini, che si rifiuta di rispondere alle domande del TG5 ma provocatoriamente chiede ai cameraman di riprendergli i calzini turchesi indossati, a Calderoli che ritiene si sia “superato il limite della decenza”.

Qui il servizio incriminato: