Negli scorsi giorni vi avevamo annunciato l’arrivo del nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, di cui la Rai aveva anche cominciato a mandare in onda lo spot. Ma c’era qualcosa che non andava: sembrava davvero tutto tranquillo e facile, per una trasmissione che preannunciava di parlare di argomenti scomodi (mafia, rifiuti, L’Aquila, Silvio Berlusconi).

Vieni via con me” è previsto in partenza su Rai Tre l’8 novembre e si dovrebbe scontrare nella serata del lunedì contro il “Grande Fratello”. Il programma però rischia di non andare in onda, visto che Fabio Fazio denuncia:

A tre settimane dalla messa in onda Endemol Italia non ha ancora il contratto, gli ospiti non hanno ancora il contratto e giustamente Saviano dice “Così non vado in onda” e io sottoscrivo pienamente.

Ospite della prima puntata sarebbe dovuto essere il premio Oscar Roberto Benigni, ma pare che la sua partecipazione, così come quella di altri personaggi di primo piano come Bono Vox e Antonio Albanese, sia stata bloccata da Mauro Masi e dalla dirigenza Rai. Come spiega lo scrittore Roberto Saviano, intervistato dalla Repubblica:

Benigni e Bono avevano accettato, e anche con entusiasmo, nonostante il programma sia stato spostato d’imperio dal mercoledì al lunedì, contro il “Grande Fratello“. Ma la Rai ha detto no. E ha rifiutato anche Albanese, Paolo Rossi, Claudio Abbado. […] Pur di non farci parlare in televisione del ritorno della “monnezza” a Napoli, del terremoto, dei rapporti mafia-politica si preferisce tenere le grandi star fuori dalla Rai. Mi dica: conosce un altro Paese dove un premio Oscar come Benigni, un grande divo del rock come Bono e un Maestro come Abbado spaventano le burocrazie televisive, magari per timore di un’arrabbiatura lassù in alto?

Sembrerebbe che le ragioni dietro al no della Rai e del Direttore Generale Mauro Masi però non siano di tipo economico, visto che Benigni ha detto di essere pronto a partecipare anche gratis. Senza gli ospiti previsti il programma rischia però di non andare in onda, come l’autore di “Gomorra” conferma:

Io so una cosa: senza Benigni, non vado in onda. Il programma è concepito così, è un dialogo a più voci, non è una serie di comparsate per prendere un applauso. Vogliamo capire e far capire, facendo divertire e riflettere, insieme. Insomma: si può fare solo così, così lo abbiamo pensato e voluto, così gli ospiti lo hanno accettato dicendoci di sì. Tradiremmo noi stessi, se accettassimo di stravolgere le nostre idee, e soprattutto tradiremmo il pubblico. La gente capisce.

Cosa succederà ora? Il popolo di Internet si sta già mobilitando: un nostro lettore ci ha segnalato un gruppo aperto su Facebook per il “No al blocco di Saviano e Benigni in Rai“. Vi invitiamo a segnalarci iniziative analoghe.