Un esempio di azienda che valorizza il lavoro femminile e mette in atto concrete politiche di pari opportunità: McDonald’s Italia ha annunciato una campagna di assunzioni che sta per creare oltre 1500 opportunità di lavoro, rivolte soprattutto ai giovani e alle donne.

McDonald’s incrementerà l’organico e darà lavoro a una folta schiera di persone per portare avanti 30 nuovi ristoranti nazionali, con la conseguente crescita di assunzioni che potrebbero dare una sferzata al lavoro rosa attualmente in crisi.

Una novità interessante che ha focalizzato l’attenzione sulla volontà della nota azienda di puntare sulla parità fra i sessi, riservando molte delle posizioni dirigenziali proprio alle esponenti del sesso debole: crescono infatti le donne manager all’interno del gruppo, che può vantare un buon 56 per cento di responsabili in gonnella, e può contare su un 60 per cento di personale femminile a tutti i livelli.

Un dato interessante se si pensa che ciascun direttore è responsabile di un gruppo di 40 dipendenti, per un fatturato che ruota intorno ai 2,3 milioni di euro. Via libera, allora, alle candidature femminili per diventare store manager, square manager o middle manager. La media anagrafica del personale è sotto i 35 anni, e stando ai dati resi noti negli ultimi giorni sembra che oltre il 60 per cento dei lavoratori sia titolare di un contratto a tempo indeterminato. Per Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald’s Italia, l’azienda è in grado di dare una spinta all’occupazione nella penisola, facendo intravedere ai tanti giovani disoccupati un miraggio di stabilità.

«Questi dati, oltre 15mila addetti e 4mila nuovi posti di lavoro nell’ultimo triennio, sono la dimostrazione che McDonald’s investe in maniera profonda e continua nell’economia locale italiana rivestendo un ruolo importante nel mercato del lavoro, creando opportunità concrete sia in termini quantitativi che qualitativi. Questo è vero specialmente per i più giovani, i ragazzi italiani, che troppo spesso ultimamente sono vittime di un mercato del lavoro che non permette loro di poter costruirsi delle certezze.»

Fonte: Andkronos