Dal 21 marzo la mediazione diventa obbligatoria anche per problemi condominiali. Più chiaramente, il condomino che, per qualunque motivo, ha dei problemi contro il condominio o con il vicino di casa, dovrà tentare di risolvere la controversia in modo pacifico, senza arrivare subito ad azioni legali, ma con l’aiuto di un mediatore.

Chi è il mediatore? È una persona che ha il compito di condurre le due parti ad una soluzione bonaria. La mediazione ha un iter molto semplice semplice, che non richiede l’assistenza legale. Infatti si deposita un’istanza presso un organismo di mediazione, previa comunicazione alla controparte insieme alla data del primo incontro davanti al mediatore scelto dal ricorrente perché ritenuto idoneo a seguire il caso.

Davanti al mediatore, le parti devono decidere se conciliare o meno la controversia in atto e tutte le altre eventuali problematiche connesse. Le parti possono accettare una proposta formulata dal mediatore oppure possono predisporre un accordo diverso che avrà la stessa efficacia di una sentenza, quando l’accordo stesso viene omologato dal Tribunale.

Se poi il condominio si rivolge all’organismo di mediazione per avviare il relativo procedimento oppure quando è chiamato a difendersi su istanza di un condomino o di un terzo, l’amministratore, in qualità di rappresentante del condominio, deve comparire davanti al mediatore per esporre le ragioni del condominio e per accettare o meno di conciliare la vertenza.

Anche nel procedimento di mediazione il singolo condomino può partecipare alle udienze davanti al mediatore, sia come semplice condomino che come ‘autonoma parte’ che interviene volontariamente nel procedimento di mediazione in adesione delle domande e difese formulate dal condominio o per fare valere le sue personali ragioni.

Questo agevolerà il compito dell’amministratore di fronte a una eventuale proposta di conciliazione che il mediatore formulerà alle parti. Il mediatore, a sua volta, potrà supportarlo quando la stessa proposta verrà illustrata dall’amministratore in assemblea per l’approvazione, in quanto l’amministratore ha il dovere di informare i condomini su una eventuale controversia se le parti non addivengono ad un accordo conciliativo.