La soddisfazione provocata dal sesso è paragonabile a quella di ricevere un aumento dello stipendio pari al 130%: a fare quella che gli studiosi stessi hanno definito una scoperta “sorprendente” sono stati Zhiming Cheng e Russell Smyth, rispettivamente della University of Wollongong e della Monash University, in Australia.

Esaminando la relazione tra attività sessuale e felicità su un campione di 3800 adulti in Cina, i ricercatori hanno scoperto che coloro che facevano più sesso e di migliore qualità, per la soddisfazione emotiva e fisica con il proprio partner sessuale primario, erano più felici. I dati segnalano anche che, aumentando il numero di partner e cercando una relazione extraconiugale, la felicità non aumenta, e un terzo dato importante riferisce che i rapporti sessuali non cercati sono associati a una minore felicità sia per gli uomini che per le donne.

Le persone che hanno due o tre rapporti al mese dovrebbero più che raddoppiare lo stipendio per essere soddisfatte come quelle che fanno sesso ogni giorno e, in generale, per gli uomini arrivare alla frequenza di rapporti sessuali desiderata è come avere in busta paga una cifra pari al triplo dello stipendio medio.

Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of Economic Behavior & Organization, a influire sulla felicità è dunque in primo luogo la frequenza dei rapporti sessuali, in secondo luogo la loro qualità. Importante, poi, anche il numero di partner: si è più felici con un solo partner che cambiandone nello stesso periodo di tempo due o tre. Spiegano gli studiosi:

I risultati sono coerenti con lo studio dei colleghi Blanchflower e Oswald (2004), che aveva rilevato la connessione tra attività sessuale e la felicità in un campione di americani, e proprio come quei dati devono essere trattati con cautela.

La prima ragione nell’essere prudenti è che lo studio si basa sulle attività sessuali: nonostante la privacy dei soggetti sia stata mantenuta con cura, la reticenza nel parlare di una sfera intima ma anche la volontà di una percepita desiderabilità sociale delle risposte ha senz’altro influenzato gli intervistati.

La seconda ragione di cautela è che l’indagine non ha potuto misurare tutti i potenziali fattori di influenza sul giudizio, come per esempio l’educazione sessuale. Anche nelle zone della Cina più sviluppate, nonostante vi sia un breve corso sull’educazione sessuale nelle scuole superiori, i genitori e gli insegnanti di solito evitano di affrontare direttamente la questione. Nelle zone meno sviluppate, e nelle aree rurali, non c’è invece un’istruzione formale del sesso per tutti. E a differenza degli altri Paesi non c’è un piano di educazione a livello nazionale. Ciò implica che l’eterogeneità o il pregiudizio non misurabili nell’educazione sessuale potrebbero influenzare non solo le risposte, ma il comportamento sessuale e la felicità.