Nel 2003 sconvolse l’opinione pubblica con “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”, romanzo tardo-adolescenziale dalle tinte hard con cui si rese celebre. Nonostante il successo ottenuto con questa pubblicazione, Melissa P. è oggi sul lastrico, dopo aver dilapidato gli incassi di oltre tre milioni di copie vendute. Che cosa è successo alla regina delle librerie per ritrovarsi senza adeguata protezione economica? Melissa Panarello, questo il vero nome della scrittrice, lo spiega dalle pagine de Il Fatto Quotidiano.

Con i primi guadagni, Melissa si è comprata una macchina fotografica e la compagnia di un gigolò. Man mano che le entrate si facevano più consistenti, la scrittrice è entrata in un circolo di spese folli: non solo shopping e capi alla moda, ma anche investimenti immobiliari. La giovane, infatti, si è accollata un mutuo di 8.000 euro al mese per comprare una casa da 600.000 euro e, non sazia, ha addirittura finanziato l’attività lavorativa della madre, rivelatasi poi un fallimento.

I problemi che l’han portata a sfiorare la soglia di povertà, però, non sarebbero derivanti solo dall’incapacità di investire consapevolmente il proprio patrimonio, ma anche da attività di resistenza del suo primo editore, Elido Fazi, che avrebbe trattenuto gran parte dei guadagni sia delle attività editoriali che della vendita dei diritti per la produzione cinematografica di Francesca Neri.

Mi doveva due milioni di euro, ma disse che non li aveva. Alla fine ci accordiamo per 70mila. 61 netti.

Le dichiarazioni della Panarello, che negli ultimi mesi abbiamo visto quotidianamente negli studi di victor Victoria, non trovano però conferma in Fazi, il quale arriva anche a denunciare pubblicamente come la giovane sia totalmente priva di talento:

È una storiaccia, dovrei denunciarla, è una bugiarda. La verità? Un giorno Caltabellota, un editor che si eccita per tutto purché ci sia di mezzo il sesso, mi porta un romanzetto pornografico, in terza persona. Simone dice: “C’è del talento”. Il personaggio c’era. Non so se erano cose scopiazzate su internet o vissute davvero. Allora convochiamo Melissa e il padre. Lavoriamo sul manoscritto per un anno: nasce un libro nuovo. Che Melissa non sappia scrivere è un fatto certo. Do-cu-men-ta-bi-le? Il suo ultimo libro fa schifo. E poi è viziata. Vespa la voleva ogni sera. Lei andò una volta, e disse: “È un cazzone, non ci torno”. Il terzo libro era andato male: 30mila copie. Malgrado tutto le proposi un nuovo contratto: acconto 50mila euro! Ma lei rifiutò. Ne voleva 100mila! Ha girato ovunque e alla fine eccola all’Einaudi, per molto meno.