Solitamente di origine infettiva, la meningite è una patologia a carico del sistema nervoso centrale caratterizzata dall’infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che proteggono, ricoprendoli, l’encefalo e il midollo spinale. Causata da batteri, virus, funghi o parassiti, la meningite ha una gravità molto variabile: esistono forme asintomatiche come episodi fulminanti che mettono in pericolo la vita del paziente.

Particolarmente grave, la meningite batterica può provocare infatti morte o danni permanenti; nel nostro Paese sono segnalati circa ottocento casi l’anno in tutta la popolazione, ma si tratta di malattie la cui incidenza è certamente più alta nel primo anno di età. In particolare, nei neonati la meningite è dovuta allo streptococco del gruppo B, Escherichia coli e Listeria monocytogenes mentre nei bambini più grandi i patogeni coinvolti sono lo pneumococco, la Neisseria meningitidis (o meningococco) e l’Haemophilus influenzae tipo B o Emofilo. Il primo è  la causa più frequente di meningite batterica in Italia. Il contagio avviene quando si è a contatto con una persona infetta, attraverso le goccioline di saliva.

I sintomi della meningite sono tanti e variano dalla  febbre alta al dolore e alla rigidità del collo, dal vomito alle convulsioni, dalla sonnolenza al mal di testa. Nei lattanti la fontanella anteriore può essere rigonfia e il bambino potrebbe inarcare la schiena all’indietro e piegare insistentemente il collo all’indietro. Se sospettate una meningite, chiamate il vostro pediatra al più presto; se non riuscite a reperirlo portate il bambino al più vicino Pronto Soccorso o chiamate una ambulanza.

Se la meningite è di tipo batterico, al bambino verranno somministrati degli antibiotici, così come a tutta la famiglia e a coloro che sono venuti a contatto con il piccolo; se invece la patologia è di tipo virale, non può essere trattata con gli antibiotici e il decorso della malattia dura solitamente alcune settimane. Nonostante i progressi nella cura della meningite, ancora oggi si può incorrere in danni permanenti come sordità, epilessia, paralisi o ritardo neuropsicomotorio.

Il vaccino contro il meningococco B  può essere inoculato a lattanti di età pari o superiore a 2 mesi per via intramuscolare; la vaccinazione può essere effettuata anche in concomitanza ad uno qualsiasi dei seguenti vaccini: difterite, tetano, pertosse acellulare, Haemophilus influenzae di tipo b, poliomielite inattivato, epatite B, pneumococcico coniugato, morbillo, parotite, rosolia e varicella.

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